Frontiere, crisi d’Europa. Ma a cosa serve Frontex oltre che costare tanti soldi?

Piero Orteca su Remocontro, 29 novembre 2021

Le crisi delle frontiere tra profughi e migranti, tra umanitarismo e muri. Una sola cosa sembra accomunare sovranisti e moderati sul problema frontiere: l’inutilità di Frontex. La più odiata delle agenzie dell’Unione europea, secondo Francesca Spinelli su Internazionale. «Nei suoi sedici anni di esistenza, è stata accusata di violazioni di diritti fondamentali così tante volte da fare concorrenza al primo ministro ungherese Viktor Orbán».
Nel 2021 Frontex, con i suoi 1.500 dipendenti, ha potuto contare su un bilancio di 543 milioni di euro. Altri 140 milioni sono stati stanziati per la costruzione della nuova iperbolica sede dell’agenzia a Varsavia, che nel 2026 le permetterà di accogliere duemila nuovi dipendenti.

Frontex, contraddizione polacca

Sede centrale a Varsavia, con importanti ricaschi economici per il Paese che la ospita, ma assieme struttura europea impedita ad operare in casa, ad esempio a monitorare il rispetto delle regole internazionali sui profughi, ai confini con la Bielorussia. Le contraddizioni dal nazional populismo bigotto alla Kaczyński, versione sovranista. Ma le contestazioni arrivano anche dal fronte pacifista dell’accoglienza.

Anche i pacifisti contro

Numero 20 dell’avenue d’Auderghem, cuore del quartiere delle istituzioni europee, ufficio locale di Frontex, La mattina di mercoledì 9 giugno 2021, i muri dell’edificio sono stati cosparsi di pittura rosso sangue, la strada ribattezzata “avenue meurtrière” (viale assassino) mentre dal balcone del primo piano due striscioni annunciavano l’inizio di una nuova campagna: Abolish Frontex. Lo stesso giorno azioni simili si sono svolte in altre sette città: Vienna, Bologna, L’Aja, Ouida in Marocco, Berlino e Friburgo in Germania, Las Palmas nella Gran Canaria.

Offesissimi e minacciosi

«Per un’istituzione a lungo abituata a operare indisturbata e nella più completa impunità, quell’azione è stata un affronto». Il direttore Fabrice Leggeri, francese, esagera su “mesi di discorsi di odio contro Frontex”, e minaccia denunce. «Azioni come quella di oggi a Bruxelles non sono in linea con i valori dell’Unione europea». Dette dal responsabile di un’agenzia accusata di respingimenti illegali e mortali di richiedenti asilo, certe dichiarazioni diventano provocazione.

Frontex a fare cosa?

Frontex fa parte delle cosiddette ‘agenzie decentrate’, «per fornire aiuto alle istituzioni e ai paesi dell’Ue su questioni e problemi che hanno un impatto sulla vita quotidiana dei 500 milioni di cittadini dell’Ue». È inserita tra le agenzie che si occupano di “giustizia e affari interni”, come Europol. Ma mentre l’utilità di un’agenzia come Europol su criminalità internazionale e terrorismo, appare chiara, nel caso di Frontex è la sua stessa esistenza a essere problematica.

«Delle 39 agenzie decentralizzate dell’Ue, è la principale avversaria dei cittadini extraeuropei, ma è anche la più inutile per i cittadini europei».

Gigante dai piedi d’argilla

Frontex, leggi sui siti Ue, impiega 315 dipendenti e ha un bilancio annuo di 250 milioni, ma sono numeri del 2016. Guardi meglio e scopri che quest’anno Frontex, nel frattempo salita a 1.500 dipendenti, ha avuto 543 milioni, più 140 milioni per la costruzione della nuova sede dell’agenzia a Varsavia, che nel 2026 le permetterà di accogliere duemila nuovi dipendenti. Per fare un confronto, nel 2021 Europol ha ricevuto 123,7 milioni di euro per 1.300 impiegati.

Chi ci guadagna non solo politicamente

In Europa a beneficiare dell’operato di Frontex non sarebbero solo quei partiti e governi che presentano l’immigrazione come una minaccia alla sicurezza per potersi ergere a difensori degli elettori, ma anche quelle aziende che guadagnano dalla crescente militarizzazione delle frontiere. E su questo aspetto semi sconosciuto c’è un rapporto recentissimo del Corporate Europe observatory su cui presto vi racconteremo.

Abolish Frontex

Abolish Frontex è una rete autonoma di organizzazioni attive in campi diversi, dalle ong che operano salvataggi in mare ai collettivi presenti alle frontiere, associazioni di giuristi, centri di ricerca e gruppi antirazzisti. Secondo le loro accuse Frontex avrebbe operato sul fronte dei rimpatri nell’assoluta mancanza di trasparenza.

Lotta antifrode e denunce

E le inchieste sul suo operato si moltiplicano, giornalistiche ma anche istituzionali. Quelle del parlamento e della Corte dei conti europea, e dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode, che ha aperto un’indagine alla fine del 2020. Sul fronte legale due denunce sono state presentate alla Corte penale internazionale nel 2018 e 2019, altre due alla Corte di giustizia europea nel 2021.

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