Fitness ambientalista

***di Massimo Marnetto, 15 novembre 2021

Lacrime del presidente Sharma in chiusura della Cop 26. Sa che quanto si è deciso è insufficiente. Più del carbone, sono fossili le parole. Nell’accordo finale non si adotta una decisa inversione di tendenza, ma la permissiva limitazione del danno, come imposto da India (e Cina).

I rappresentanti degli stati-atollo della Polinesia cercano di far capire che loro stanno già con i piedi in acqua. Ma è tutto inutile. “Il meglio è nemico del bene” sermoneggia l’americano Kerry, per lenire la frustrazione generale.

Ci si aggiorna al prossimo anno in un’altra sessione di fitness ambientalista, per fare intensi esercizi dialettici, correre da fermi sul tapis roulant della retorica, mantenere la coscienza elastica con concessioni indolori. Per rimandare l’inizio della dura soluzione dei problemi a quando dovremo costruire le dighe sulle spiagge.

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