Firenze: rinasce la classe operaia?

***di Massimo Marnetto, 19 settembre 2021

Dopo il moltiplicarsi di delocalizzazioni speculative e licenziamenti selvaggi in tutta Italia, a Firenze ritorna negli operai licenziati da un giorno all’altro la voglia di fare massa critica. L’invito è partito dalla Rsu della GKN ad unire le forze contro imprese che non hanno altro scrupolo, se non lucrare spostando la produzione dove il costo del lavoro è più basso. Il coagulante della mobilitazione toscana è compattare le singole vertenze e reagire insieme, perché di sola cassa integrazione si muore. 

Ora che il fenomeno della spoliazione-delocalizzazione del manifatturiero è conclamato, i lavoratori provano a ritornare “classe operaia” compatta. Per cambiare i rapporti di forza tra lavoro e capitale, dopo il tradimento dei grandi partiti di sinistra europei fuorviati da “terze vie” con tossiche ricette di capitalismo di sinistra. I lavoratori hanno capito che la prima forma di oppressione è la confusione. Allora occorre ripristinare la differenza tra destra e sinistra. Riprendendo dalla cantina termini come padroni, operai e lotta allo sfruttamento. Mai così attuali come in questa stagione di neo-capitalismo aggressivo e mimetico.

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