Feste, abbracci, parenti e amici, e quel dannato virus corre e ci aspetta al varco a gennaio

da Remocontro, 19 gennaio 2022

In Gran Bretagna, «due milioni di positivi, a Londra contagiato 1 su 10». Boris Johnson non vara nuove misure: e la sua popolarità affonda. Germania, i contagi calano a 10mila dopo il lockdown dei non vaccinati, puniti e isolati: «Ma ora arriva l’onda Omicron». E anche in Italia, i numeri iniziano a far paura. Lombardia e Lazio a rischio zona gialla a gennaio. E 7 regioni in giallo, Calabria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e le province di Trento e Bolzano già in giallo rischiano un declassamento ulteriore in arancione.

Le festa degli affetti e il virus corre

«Gli spostamenti per le feste, i baci, gli abbracci e poi la riapertura delle scuole il 10 gennaio faranno sentire i loro effetti con il picco probabilmente attorno al 15-20 gennaio. Potremmo arrivare, come in altre nazioni, a circa 100mila casi al giorni di positivi». L’allarme del direttore sanitario del Galeazzi su ‘Affaritaliani’. «Non siamo ancora arrivati al picco di questa nuova ondata, che presumibilmente si raggiungerà dopo le feste».

Gli aggiornamenti di domenica 26 dicembre

«Record di contagi da Covid nel giorno di Natale, in gran parte attribuito alla variante omicron», scrive il Corriere. Ieri ne sono stati contati 4 mila in più rispetto al giorno prima, mai così tanti dall’inizio della pandemia. Va detto che più casi corrispondono soprattutto a più tamponi per viaggi e vacanze. Quasi un milione i tamponi effettuati alla vigilia, con un tasso di positività al 5,6%.

La situazione in Italia

Da domani via al booster per i ragazzi di 16 e 17 anni e per i fragili tra i 12 e i 15 anni. In vigore il decreto festività: niente feste in piazza e discoteche chiuse fino al 31 gennaio, niente più caffè al bancone del bar per i non vaccinati (e qui vogliamo vedere il farlo e soprattutto il controllarlo).

Colpire nella tasca i renitenti

A carico dei viaggiatori l’isolamento in caso di positività al test, e questo è notizia molto dura per la tasche degli inadempienti o degli sfortunati. Il provvedimento è stato annunciato anche in molti stati stranieri, e in molti casi si preparano vere mazzate economiche oltre al rischio di vita.

Viaggiare se e come

Quasi 6.000 voli sono stati cancellati dalle compagnie aeree in varie parti del mondo e altre migliaia hanno subito ritardi a Natale per effetto della diffusione della variante Omicron tra piloti ed equipaggi, soprattutto  da Stati Uniti e Cina. Oltre 1.500 i voli in programma oggi che sono stati cancellati.

Dati sanitari di Santo Stefano

  • Terza dose: «Il rischio di terapia intensiva per i non vaccinati rispetto a chi ha la terza dose è 85 volte maggiore per gli over 80; 12,8 volte maggiore per la fascia 60-79 anni; 6,1 volte maggiore per i 40-59enni». Dati Istituto superiore della sanità di ieri, Natale.
  • Nell’ultima settimana il virus scende ai più giovani: «con il 26% dei casi totali diagnosticati nella popolazione di età scolare (under 20 anni). Il 48% dei casi in età scolare nella fascia d’età 6-11 anni, il 36% tra i 12-19 anni e solo il 11% e il 5% tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni».
  • Sono 108milioni e 226mila le dosi di vaccino anti-Covid somministrate in Italia, il 95,8% del totale di quelle consegnate (nel dettaglio 77.272.804 Pfizer/BioNtech, 20.721.048 Moderna, 11.544.655 AstraZeneca, 1.845.167 Janssen e 1.548.000 Pfizer pediatrico).

Omicron fino a oltre il 30% dei casi

La variante Omicron circolante in Italia “potrebbe essere forse oltre il 30% visti i contagi che stiamo vedendo in questi giorni da tamponi anche di vaccinati con due dosi, di chi si fa il test per gli eventi delle feste, o chi ha sintomi para-influenzali o chi ha avuto contatti con Covid positivi”, dichiara all’ANSA l’immunologo clinico, Francesco Le Foche, sottolineando i rischi per iperfragili e non vaccinati se il numero di casi continuerà a salire.

Iperfragili e non vaccinati a rischio

“Da qui a marzo i tre mesi decisivi per l’opportunità di gestire e declassare questo virus”. Quindi va rispettata in modo attento e preciso una tabella di marcia in 5 punti fontamentali: 

  • 1, vaccinazione più vasta possibile, dalle prime dosi per i non ancora vaccinati (“troppi 6 milioni, di cui 4 sicuramente con possibilità di convincimento per superare le paure”); 
  • 2, vaccini ai bambini (“sensibilizzare i genitori in modo appropriato dal pediatra di riferimento”), all’input sulle terze dosi; 
  • 3, attenzione massima alle misure di sicurezza, dalle masherine Ffp2 per i luoghi chiusi al distanziamento ai comportamenti utili per evitare gli assembramenti; 
  • 4, insistere sull’adozione delle cure, con gli antivirali di ultima generazione e incentivare l’uso dei monoclonali entro i primi 5 giorni dall’infezione; 
  • 5, areazione dei luoghi chiusi per abbattere la circolazione del virus.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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