Europa: successo per la campagna Media Initiative, “duecentomila firme per una legge europea sulla libertà di stampa”(?)

Iniziativa Cittadina Europea per il Pluralismo dei Media

Cari amici di articolo21, duecentoquattromila firme non sono poche considerata la generale indifferenza dell’opinione pubblica per le sorti dell’informazione e del giornalismo in particolare. Giusto darne atto ai promotori, ai firmatari (credo di essere stato uno dei primi) e ai pochi politici che l’hanno sponsorizzata. Però…non vorrei spegnere il nostro entusiasmo, tanto più che ce ne sarà  tanto bisogno ancora per l’avvenire.

Ma ricordate come è partita l’iniziativa e quali erano i suoi obbiettivi? “L’ Iniziativa dei Cittadini Europei, (ICE), è un nuovo importante strumento di democrazia partecipativa transnazionale che permette ad un milione di cittadini di almeno 7 Paesi europei di presentare direttamente alla Commissione Europea una proposta legislativa. L’ICE non è un’altra petizione online: è un vero processo legislativo dal basso che ti permette di influire sull’agenda politica europea“.

Questo è quanto è ancora scritto sul sito ufficiale dell’ICE. E questi erano (e rimangono) gli obbiettivi: Chiediamo una Direttiva europea che contenga: 1.Una legislazione efficace per evitare la concentrazione della proprietà dei media e della pubblicità; 2.Una garanzia di indipendenza degli organi di controllo rispetto al potere politico; 3.Sistemi di monitoraggio europei più chiari per verificare con regolarità lo stato di salute e l’indipendenza dei media negli Stati Membri;4.Linee guida e best practices dei nuovi modelli di sostenibilità editoriale per garantire un giornalismo di qualità e maggiori garanzie ai lavoratori del settore”. Per questo mi sono permesso di aggiungere un punto interrogativo al titolo di Articolo21.

Bene la Bulgaria, lItalia è il paese che ha raccolto più firme, forse perché ambedue eravamo tra i paesi più interessati, ma 25mila sono la metà del quorum di 50mila che ci era stato dato come il nostro obbiettivo. In tutta Europa, abbiamo raccolto un quinto delle firme necessarie. Speriamo che la nuova Commissione Europea accolga ugualmente la proposta legislativa, allora sì che potremo parlare di successo (nandocan). 

***da articolo21, 2 settembre 2014 – Si chiude con un buon successo la raccolta delle firme certificate dell’Iniziativa dei Cittadini Europei per il Pluralismo dei Media. La campagna, coordinata in Europa dalle associazioni Alternative Europee Alliance International de Journalistes, ha raccolto 204.812 firme in tutti gli stati membri dell’Unione Europea. In Bulgaria, paese-simbolo del deterioramento della libertà di stampa, su cui la campagna ha concentrato l’impegno, la raccolta delle firme certificate “Media Initiative” ha superato il quorum fissato dalla Commissione Europea. La richiesta era quella di adottare con urgenza, da parte del legislatore europeo, misure di sostegno ad un effettivo pluralismo dei media, per l’indipendenza degli organismi di valutazione e per l’adozione di una normativa europea unica sull’antitrust e i conflitti di interesse in campo editoriale.

La raccolta delle firme certificate era iniziata a fine agosto 2013 – primo firmatario Martin Schulz – e si è conclusa, come prevede il regolamento, un anno dopo, attestando il successo dell’Iniziativa dei Cittadini Europei con molte decine di migliaia di firme soprattutto in Italia, in Germania, in Uk, in Bulgaria e in Ungheria. L’Italia è il Paese che ne ha raccolte di più in cifra assoluta, superando le 25.000; secondo lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per la libertà di Stampa, il nostro è tra i Paesi europei quello che proviene dalla situazione più imbarazzante e in cui sono più numerosi i fattori critici verso la libertà dei giornalisti – siamo intorno al sessantesimo posto nella classifica mondiale della libertà stando alla lista stilata da Reporter Sans Frontières – ma è anche quello con il maggior potenziale di recupero.

Il coordinamento italiano di Media Initiative era affidato all’Arci, guidato da Carlo Testini e animato da Vincenzo Vita, ha visto partecipare alla raccolta firme la Slc-CgilArticolo 21L’Unitàla Repubblica e i giovani dell’associazione DaSud, attivi con Lirio Abbate sul fronte dei cronisti antimafia. La chiusura de L’Unità, al termine della raccolta delle firme certificate di Media Initiative, ha impresso un ultimo slancio alla campagna e portato numerosi esponenti politici e importanti firme del giornalismo a sostenerla. Tra questi, Stefano Rodotà si è prestato a fare da testimonial per l’iniziativa, producendo un video appello a firmare.

“Dall’agosto 2013 ad oggi la situazione della libertà di stampa in molti Paesi dell’Unione Europea è peggiorata in modo drammatico”, dichiara Giovanni Melogliportavoce di Alliance International de Journalistes. Che aggiunge: “Una lunga crisi economica, la seduzione di regimi politici semi autoritari, spacciati come soluzioni efficaci per il recupero di salvaguardie nazionali, ecosistemi mediatici travolti dalla rete e incapaci di ritrovare modelli sostenibili e una drammatica precarizzazione della professione giornalistica, con evidenti risvolti nella qualità dell’informazione, sono solo alcuni elementi di una deriva di cui non si vede la fine. Su questi punti intendevamo richiamare l’attenzione dei cittadini, delle istituzioni nazionali ed europee e dei media stessi, attraverso una campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto contemporaneamente migliaia di persone in tutta Europa”.

“Abbiamo dato vita ad una bella battaglia”, dichiara Lorenzo Marsili, portavoce di Alternative Europee. “Abbiamo sottolineato un tema che qualcuno voleva derubricare dall’agenda politica, portato in piazza tanti giovani in tutta Europa e creato continue campagne di sensibilizzazione sul web. Siamo soddisfatti del nostro lavoro”. Ed aggiunge: “La nostra Iniziativa dei Cittadini Europei per il Pluralismo dei Media aveva l’obiettivo di amplificare le mille richieste di aiuto che giungono da tutta Europa, e di farle udire alle istituzioni di Bruxelles, perché l’UE non sfugga più alle proprie responsabilità e non lasci soli i suoi cittadini. Grazie anche alle azioni da noi realizzate, registriamo dei segnali d’apertura da parte della Commissione Europea, benché non vi sia ancora nulla di concreto. Da oggi riprendiamo dunque il nostro impegno per non permettere l’erosione di uno dei pilastri della democrazia Europea, la libertà di espressione e di informazione, senza il quale l’intero sogno europeo crollerebbe”.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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