EuroCovid ci risiamo: come e perché. Più vaccini meno scemenze. Italia rischio zone gialle

Piero Orteca su Remocontro, 6 dicembre 2021

Quarta ondata di Covid in Europa e Stati Uniti: perché i contagi continuano ad aumentare? I Governi europei inaspriscono le regole per i non vaccinati. Italia, alcune regioni a rischio ‘zona gialla’ con l’approssimarsi del Natale. Regole più stringenti per il Green Pass, validità da 12 a 9 mesi. Il provvedimento questa settimana in Consiglio dei ministri insieme all’obbligo di terza dose per medici e infermieri. I sanitari avranno trenta giorni di tempo per mettersi in regola. A Natale quarantena per chi arriva dai paesi dell’Est

Europa e Stati Uniti ricchi di vaccini, perché i contagi continuano a crescere? 

Il virus alla sfida dei vaccini. La quarta ondata si sta concentrando drammaticamente in Europa e negli Stati Uniti. Le due aree dove le vaccinazioni procedono più velocemente, è il paradosso sottolineato dal Corriere della Sera. Stati Uniti: quasi 600mila nuovi casi e oltre 8 mila morti a settimana (con il 60% della popolazione vaccinata con ciclo completo). Europa: oltre 2 milioni di nuovi casi e 28mila morti a settimana (65% della popolazione vaccinata). Più contagi nelle aree di maggior mobilità è la valutazione immediata.

Europa (soprattutto ad est) epicentro della pandemia

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che l’Europa è tornata l’epicentro della pandemia (in particolare i Paesi dell’Est) e che 500mila persone potrebbero morire di Covid nei prossimi mesi. Nella prima settimana  tra ottobre e novembre, aumento del 10% dei decessi.

Cosa sta succedendo?

Le variabili sono numerose, scrive Laura Coppini. «Nell’emisfero Nord le temperature sono in discesa e sappiamo che con il freddo la circolazione del virus aumenta. Si trascorre più tempo al chiuso ed è stato dimostrato che, senza un adeguato ricambio d’aria, il rischio di contagio aumenta se in una stanza sono presenti molte persone. E poi c’è la questione dei non vaccinati».

La questione dei non vaccinati

L’Austria ha deciso un lockdown mirato, solo per gli over 12 che non hanno ricevuto il vaccino. Obiettivo  convincere i non vaccinati a farsi vaccinare, non bloccarli, affermato il Cancelliere. «L’unica via d’uscita dal circolo vizioso in cui ci troviamo è la vaccinazione». Altri Paesi europei stanno ragionando su eventuali restrizioni, mentre l’Italia conserva il vantaggio del green pass. Sul rilascio della certificazione con tampone rapido sono stati avanzati dei dubbi non solo in Italia e il Governo ha annunciato che in vista del Natale le regole potrebbero essere riviste

Eurocontagi

  • GERMANIA L’incidenza dei contagi in Germania è ormai salita a 312,4 casi per 100mila abitanti da 213,7 casi di una settimana fa. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 265. Una situazione sanitaria sempre più grave, che coincide con la transizione politica dal governo ad interim di Angela Merkel verso il nuovo esecutivo tripartito Spd, Verdi e Liberali sotto la guida del socialdemocratico Olaf Scholz. Linea di maggior rigore con Green pass solo per vaccinati e guariti dal covid escludendo la possibilità di ottenere il certificato con un tampone negativo.
  • GRAN BRETAGNA Opposta la linea della Gran Bretagna (linea Boris Johnson), nonostante i contagi in crescita: invece che introdurre restrizioni (neppure reintrodotto l’obbligo della mascherina), si punta tutto sull’accelerazione della campagna vaccinale, con le terze dosi offerte a tutti gli over 40.
  • FRANCIA In Francia, dove le nuove infezioni giornaliere sono raddoppiate rispetto all’inizio di ottobre (da circa 4mila a oltre 8mila) è tornata la mascherina nelle scuole primarie e il Governo pensa a nuove misure.

Tragica la situazione dell’Europa orientale

La Romania (dove solo il 34% della popolazione è vaccinato con ciclo completo) ha il più alto tasso di morte pro capite al mondo per Covid. A Bucarest l’obitorio dell’ospedale non ha più posti. In Bulgaria i medici hanno sospeso le altre operazioni per dare la precedenza ai pazienti Covid. E in Bosnia è vaccinato solo il 21% della popolazione. «Coronavirus, governi deboli e campagne No Vax», l’analisi di Andrea Tarquini su Repubblica sul perché l’Europa dell’Est e i Balcani sono travolti dalla pandemia.  «Nei Paesi orientali dell’Unione europea e della Nato ma soprattutto nei Balcani la nuova ondata pandemica del Covid 19 è fuori controllo, e i governi – deboli, provvisori o in attesa di elezioni – sono sempre più sotto accusa da parte di epidemiologi e opinione pubblica per aver fatto e fare “too little too late”, troppo poco e troppo tardi».

Italia prima delle classe, ma rischio giallo

Contagi in crescita, 481 i pazienti in terapia intensiva, 74 le vittime in un giorno (da 44 del giorno prima). Ieri erano state 44. A rischio zona gialla il Friuli Venezia Giulia. In particolare a essere in forte difficoltà difficoltà sono le città di Trieste e Gorizia. Tra i possibili responsabili, anche il flusso di persone dai Paesi confinanti molto più colpiti. Va aggiunto che in Alto Adige la percentuale di vaccinati è molto bassa, mentre Trieste paga le forti presenze organizzate anti vaccino ad alto rischio virus.

COSA SI PUÒ FARE IN ZONA GIALLA

Le regole in vigore

SPOSTAMENTI

Coprifuoco dalle 22 alle 5, salvo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Vietati comunque gli spostamenti fuori dalla propria regione.

ATTIVITÀ

  1. Aperti i negozi al dettaglio fino alle 20.
  2. Le attività dei servizi di ristorazione fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sono consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 18.00. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. È sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
  3. Musei e mostre aperti nei giorni feriali
  4. Centri commerciali chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, ma rimangono aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole collocati al loro interno
  5. Piscine, palestre, teatri, cinema chiusi.
  6. Corner per giochi e bingo in bar e tabaccherie chiusi.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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