Estradizioni sì e no

Dall’Agenzia di stampa AGI: Tra i fermati Pietrostefani, condannato per l’omicidio Calabresi, gli ex Br Alimonti e Marina Petrella. Tutti condannati per attentati commessi negli anni ’70 e ’80. Parigi ha autorizzato l’operazione della polizia italiana. La svolta dopo un incontro tra la ministra Cartabia e il suo collega francese. L’Eliseo: “La dottrina francese è asilo agli ex brigatisti ma non per i reati di sangue”. Tuttavia, secondo la corrispondente da Parigi della “Repubblica” Anais Ginori, non è ancora detto se e quando i rifugiati sconteranno la loro pena (come prevede Marnetto). La procedura prevista prevede tempi lunghi. “L’arrivo in Italia dei sette fermati non avverrà prima di qualche anno, ed è possibile che alcune delle estradizioni non siano convalidate dalla magistratura francese” (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 29 aprile 2021 – Inizio pena, mai. Sembrava definitiva la sconfitta della giustizia nei confronti degli assassini politici rossi riparati in Francia. Con i parenti dei morti rassegnati all’ingiustizia e loro là, a viversi la vita come se i massacri giovanili fossero svaniti nel nulla.

Colpa di Mitterand? Sì, quel presidente volle proteggerli, calunniando così implicitamente la giustizia italiana come persecutoria. Ma in questa storia di vergogna giudiziaria ci fu anche il concorso di colpa di molti politici nazionali, tra cui lo stesso Craxi. 

Ora quegli assassini – di cui volutamente non ripeto i nomi – sconteranno la loro pena. E sbaglia chi pensa che sia vendetta. O accanimento contro persone ormai vecchie. Queste estradizioni sono semplicemente giuste. E necessarie per seppellire finalmente quei morti rimasti per decenni in strada nella loro pozza di sangue sull’asfalto, sotto un lenzuolo di indifferenza.

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