Epurato Corradino Mineo. Civati: «E’ la cosa più grave che potesse capitare». 13 senatori del Pd si autosospendono.

Mineo Corradino al senato***Il caso della rimozione del senatore dem Corradino Mineo dalla commissione Affari istituzionale ha creato uno strappo nel gruppo parlamentare Democratico. Infatti tredici senatori del Pd si sono autosospesi dal gruppo parlamentare in seguito a quanto avvenuto sulle Riforme e sull’allontanamento di Corradino Mineo dalla commissione. Lo ha annunciato il senatore Dem Paolo Corsini in Aula a Palazzo Madama. Ecco i nomi degli autosospesi (per ora, ha precisato Corsini): oltre a Corradino Mineo, ci sono Felice Casson, Vannino Chiti, Paolo Corsini, Erica D’Adda, Nerina Dirindin, Maria Grazia Gatti, Sergio Lo Giudice, Claudio Micheloni, Massimo Mucchetti, Lucrezia Ricchiuti, Walter Tocci, Renato Guerino Turano.

Corsini  ha parlato in Aula di “un’epurazione delle idee considerate non ortodosse dal processo di formazione della più importante delle leggi, la legge costituzionale. E’ una palese violazione dell’articolo 67 della Costituzione. Chiediamo alla presidenza del gruppo parlamentare il necessario chiarimento prima dell’assemblea di martedì prossimo. Nel frattempo i senatori si autosospendono dal gruppo Pd. Questo – conclude – non potrà non avere conseguenze sui lavori parlamentari”.

IL VIDEO DELL’INTERVENTO

*** dal collega Marco Esposito del sito “giornalettismo”, ma la notizia era apparsa stamani su molti giornali,  apprendo che “a decidere l’epurazione di Mineo è stato l’ufficio di presidenza del gruppo, che ha indicato come membro permanente il capogruppo Luigi Zanda. In realtà Mineo non era un membro permanente della commissione, dal momento che aveva sostituito Marco Minniti, andato al governo. Gli altri due membri-sostituti erano Roberto Cociancich, fedelissimo di Renzi, che aveva preso il posto di Luciano Pizzetti, anche lui entrato nel governo, e Luigi Migliavacca, subentrato al posto di Vannino Chiti, che ha avuto un ruolo da presidente della commissione Politiche Ue.

“E arriviamo alla “scappatoia” trovata questa sera dall’ufficio di presidenza del gruppo. Infatti si è deciso di rendere permanenti tutti i membri della prima commissione, confermando solo due dei tre membri-sostituti, Cociancich e Migliavacca. Mineo, invece, senatore civatiano “dissidente” sulla proposta di riforma del governo, ha perso il posto. Come membro permanente in sostituzione di Minniti è stato indicato il capogruppo Luigi Zanda, che da domani parteciperà ai lavori della commissione.

“Dopo Mario Mauro, quindi, è stato di fatto eliminato l’altro grande oppositore della riforma del Senato in commissione.

Non sono mancate le polemiche, ovviamente. Tra i primi ad intervenire, Stefano Fassina, che ha criticato duramente la decisione del gruppo PD. «È grave la sostituzione di Corradino Mineo dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. È un errore politico. Una ferita all’autonomia del singolo parlamentare e al pluralismo interno del Pd. Un segno di debolezza per chi intende evitare di fare le riforme a colpi di maggioranza. Chiediamo alla presidenza del gruppo Pd del Senato di rivedere la decisione presa».

“Lo stesso Mineo ha bollato la decisione come un errore: «Non è utile né a Renzi né al governo né al partito cercare di far passare in commissione le riforme con un muro contro muro. E’ un autogol per il governo e per il partito. Non sono io il problema – ha concluso Mineo – il problema e’ uscire dall’impasse»

“Lapidario il commento di Pippo Civati: «E’ la cosa più grave che potesse capitare»”.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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