Eminenze nere, la Santa Alleanza tra il clero più retrivo e la destra

da Remocontro, 5 dicembre 2021

Il parroco romano che predica: «Vaccinarsi è peccato, disubbidire è lecito». E monsignor Viganò che lancia l’anatema: «Il Green Pass è il marchio di Satana». È la santa alleanza tra clero, ultradestra cattolica e negazionisti del Covid la sintesi di Repubblica a una poderosa raccolta di dati fatta da Carlo Bonini con il contributo di Paolo Mastrolilli de La Stampa, da New York, e da Paolo Rodari, da Città del Vaticano.

Il cardinale Usa Raymond Burke con accanto il vescovo Viganò

Pro vita, Family Day e No Vax

È un dato che il mondo tradizionalista cattolico giochi la sua partita innanzitutto sulle sponde del Tevere. Nessun esercito ma un gruppo di «militanti tetragoni nei convincimenti e anche piuttosto agguerriti. Che ritengono il primo Papa gesuita un eretico e la sua decisione di far vaccinare immediatamente tutti i dipendenti della Santa Sede una follia».

‘Il Marchio della Bestia’

«Il Green Pass è il Marchio della Bestia», dichiara monsignor Viganò. Massimo Gandolfini, presidente dell’associazione Family Day, scrive: «Riteniamo inaccettabile imporre una sorta di ‘obbligatorietà vaccinale’ operando un’illegittima discriminazione fra gli studenti stessi. Il diritto allo studio è di tutti e qualsiasi odiosa discriminazione fra studenti ‘vaccinati e non’ susciterà pericolose condizioni di conflitto sociale dentro la comunità nazionale».

Simone Pillon, politico leghista

Sempre Family Day, l’ex parlamentare della Lega Simone Pilon ha dichiarato che «non si può costringere alla somministrazione di vaccini che sono ancora nella fase sperimentale». Peggio l’associazione Pro Vita e Famiglia, quella delle Marcia della Vita che terrorizza: «imporre il Green Pass ai minorenni significa creare un esercito di sdraiati psicopatici».

I feti del portavoce e di altri

Tweet di Jacopo Coghe, portavoce dell’associazione: «È necessario condannare fermamente un sistema che sfrutta linee cellulari di bambini abortiti nella ricerca, produzione o sperimentazione dei vaccini, farmaci e prodotti cosmetici». E cinque vescovi cattolici hanno condannato i vaccini sostenendo che utilizzano tessuto proveniente da materiale biologico frutto di interruzioni di gravidanza.

Dottrina della fede solo se ti piace?

A nulla è servita la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede che, con il consenso di Papa Francesco, ha dato il via libera, in questo tempo di pandemia, alle vaccinazioni prodotte utilizzando linee cellulari provenienti da due feti abortiti negli anni Sessanta. «È moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione».

L’aborto genocidio

Il vescovo ausiliare Athanasius Schneider, l’arcivescovo Tomasz Peta di Astana in Kazakhstan, il cardinale Janis Pujats di Riga, in Lettonia, l’arcivescovo emerito Jan Pawel Lenga di Karaganda e il vescovo Joseph Strickland di Tyler, in Texas, contestano anche la Congregazione vaticana. «L’aborto, il genocidio peggiore conosciuto dall’umanità». Ma l’aborto umano è spesso drammaticamente spontaneo.

La madre superiora di Montegalda

Padre Livio Fanzaga di Radio Maria, pur non contrario al vaccino, ha sostenuto che anche se «può essere utile -e certamente è stato utile nel passato- non è la salvezza». E la circostanza che l’Unione Europea abbia presentato il Vax-Day, proprio a Natale, diventa «una chiara dichiarazione di guerra», addirittura «Guerra a Dio».

Don Ghio, che celebra in latino e altri

Tra i cattolici No vax, spicca il parroco nel rione Colonna, a Roma, don Ghio, che spesso recita messa con il rito antico. «Vaccinarsi è peccato», l’anatema. Quindi, «disubbidire è lecito». Don Pietro Cutuli, diocesi di Mileto-Nicoletta-Tropea, dietro i vaccini vede «la promozione di Satana». Insegue verso l’inferno don Paolo Pasolini, che si inventa «donne ingravidate da aziende statali o private per farle abortire, asportare loro il feto vivo e usarne gli organi per la sperimentazione dei vaccini anti-Covid».

Oltretevere e oltreoceano anti Francesco

La rete integralista e negazionista di una parte del mondo cattolico ed episcopale italiano si salda con l’ampio fronte dei cattolici conservatori americani, che non sono semplicemente attestati su posizioni critiche a Papa Francesco. Raymond Burke è uno dei prelati statunitensi più conservatori. Ricoverato per Covid, aveva citato la falsa notizia che il vaccino serva a iniettare un microchip sotto la pelle. Oltre all’ormai noto vescovo Viganò, ex nunzio a Washington, che ha più volte scritto a Donald Trump, “voce che grida nel deserto”.

Il gruppo “First things”

I cardinali come George di Chicago e Dolan di New York, con un forte nucleo di intellettuali laici e religiosi, uniti in gran parte intorno alla rivista “First Things”, fondata dall’ex reverendo luterano Richard John Neuhaus convertito al cattolicesimo proprio per l’influenza del papa polacco. Assieme a loro, intellettuali ex democratici finiti fra i neocon.

Sulla scia del papato di Wojtyla

L’Eternal Word Television Network di Mother Angelica, diventata la tv di riferimento per chiunque si riconoscesse nella visione più tradizionalista della fede. A questo gruppo erano legati giovani che poi avrebbero fatto strada, come il futuro segretario di Stato Mike Pompeo, italiano non cattolico. Oppure Steve Bannon, che ha avuto un curioso legame con la famiglia dell’ex ambasciatrice presso la Santa Sede Mary Ann Glendon.

Legionario di Cristo, Bannon e Breitbart

La figlia di Glendon, Elizabeth Lev, aveva avuto una relazione con il sacerdote dei Legionari di Cristo Thomas Williams, da cui era nato un bambino. Costretto a lasciare l’abito talare, l’aveva sposata, trovando lavoro come il corrispondente dalla Città Eterna di Breitbart, ossia il sito super conservatore guidato proprio dal futuro manager della campagna presidenziale di Trump.

Il cardinale Raymond Burke

Raymond Burke, consacrato vescovo da Wojtyla e creato cardinale da Ratzinger, aveva minimizzato la pandemia come una specie di imbroglio, e si era opposto al vaccino, salvo poi ammalarsi di Covid e finire ad un passo dalla tomba. Ma ha insistito sulle teorie cospirative più irragionevoli: «che una specie di microchip vada posto sotto la pelle di tutte le persone, in modo che in ogni momento possano essere controllate riguardo alla salute e ad altre questioni, che possiamo solo immaginare come un oggetto di controllo da parte dello Stato».

La Tv del diavolo

Tanto Burke quanto Viganò, sono stati spesso rilanciati dall’Eternal Word Television Network. Ma questa progressione dei contrasti tra i conservatori americani e Francesco, aiuta a comprendere «come l’approccio alla pandemia sia solo la piccola punta di un enorme iceberg, che ormai da anni cerca di affondare la nave del Papa per motivi assai più profondi e non negoziabili del Covid», segnala accortamente Mastrolilli, alla fine del lungo promemoria fornito da Repubblica.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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