Eitan

***di Massimo Marnetto, 11 ottobre 2021

Ambasciatore di Israele, Dror Eyda,
le scrivo in merito alla sorte del piccolo Eitan di 6 anni, sequestrato e portato in Israele dal nonno materno, Shmuel Peleg, come denunciato dalla zia Aya Biran-Nirko. Dubito che la magistratura israeliana possa restituire il piccolo alla zia affidataria, perché sono convinto che questo sia un ‘rapimento di Stato’. Ovvero concertato con le autorità israeliane. Una convinzione che desumo dal controllo ferreo che la sicurezza del suo Paese – tra le più efficienti nel mondo – adotta per filtrare gli ingressi (sperimentata personalmente con interviste-interrogatori di più ore in occasione di una missione di lavoro) e che fa ritenere non credibile una ‘distrazione’ su un volo privato, con un bambino senza documenti.

Ambasciatore di Israele, Dror Eyda,
le chiedo pertanto di trasmettere al suo Governo la preoccupazione vigile di molti cittadini italiani sull’esito della vicenda. Perché temiamo che difficilmente la magistratura restituirà Etian alla zia – non all’Italia – anche per evitare l’imbarazzante ammissione di ‘buchi’ nel sistema di controllo degli accessi. Tenga infine conto, che il trattenimento illegale di Eitan sarebbe benzina sul fuoco dell’antisionismo, che cerca pretesti nelle azioni di Israele, per denigrare gli ebrei italiani. A chi, come me e tanti amici, combatte questo ignobile pregiudizio non gioverà certo una sentenza che legalizzi un rapimento.
Con vigilanza democratica, Massimo Marnetto – Roma

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