Dopo Piazza del Popolo

Marnetto miniaturada Massimo Marnetto, 13 ottobre 2013 – Che rimane della manifestazione per la Costituzione di Piazza del Popolo?

  • L’impegno personale a continuare ognuno a fare la propria parte per costruire un Paese giusto, come quello progettato nella Costituzione.
  • La denuncia che la “sovranità egualitaria” dei cittadini è preclusa dall’attuale legge elettorale e che sia compito della Repubblica rimuovere questo ostacolo.
  • La responsabilità di valorizzare la partecipazione e spronare  i partiti ad adempiere pienamente  alla loro  funzione costituzionale.
  • Il ruolo fondamentale delle associazioni che realizzano azioni di cultura politica, senza voler diventare partiti.
  • L’esigenza di un’informazione corretta sui rischi che corre la  Carta, affinché le utili modifiche da apportare (riduzione dei parlamentari, fine del bicameralismo, ecc) non siano la placcatura per indorare concentrazioni inaccettabili di potere istituzionale.
  • La necessità di vedere nei bisogni primari  di tante  persone senza risposta, i diritti ancora violati per cui battersi,  soprattutto a favore degli ultimi.
  • L’impegno a mantenere uno stato di mobilitazione permanente, perché la democrazia richiede vigilanza. E i “colpi di sonno” dell’opinione pubblica le sarebbero fatali..

Era prevista pioggia, invece c’è stato il sole.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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