D’Alema e Renzi stessa malattia: l’arroganza

***di Massimo Marnetto, 15 gennaio 2022

Il PD è guarito dalla malattia del renzismo, dice D’Alema. Apriti cielo: un diluvio di polemiche. La cosa mi colpisce, perché reputo il renzismo una degenerazione del dalemismo, non una sua contrapposizione. Oggi diremmo una ”variante”, ma sempre sullo stesso ceppo di arroganza. Anzi, è stato D’Alema a preparare il terreno a Renzi, portando il partito della tutela dei lavoratori espressa da Berlinguer, alla disinvoltura con cui ha invece aderito alla ”terza via della sinistra” di Blair, che predicava di sostituire il conflitto di classe, con una impossibile versione sociale del liberismo.  Il Jobs Act fu la naturale evoluzione realizzata da Renzi di quella dottrina, benché D’Alema l’avesse tardivamente ripudiata nell’intervista del 29 Novembre 2014 al CorSera.

Ora, che due persone così simili* si scontrino su una dichiarazione estranea alle emergenze del Paese. sembra solo un duello di vanità fuori tempo massimo, visto che entrambi sono stati ridimensionati con una secca revoca di consenso.  E’ bene che questi signori si dedichino uno al suo ritiro e l’altro al suo emiro, perché non abbiamo tempo da perdere.

  • Simili non direi. Vada per l’adesione alla terza via, comunque meno intollerabile all’inizio del blairismo che dopo il suo fallimento. Vada anche per la somiglianza sul carattere, pur se il sarcasmo non sempre gradevole di D’Alema mi appare più raffinato rispetto all’arroganza del “contado toscano”. Ma quanto a prestigio, preparazione e intelligenza politica tra i due “ci corre” .(nandocan)

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