Cyberspionaggio Pegasus, tecno-furberia israeliana a spiare i telefoni del mondo

di Ennio Remondino, 22 luglio 2021

Governo di Israele in imbarazzo per il caso Pegasus, lo spyware creato da un’azienda privata israeliana e venduto solo con autorizzazione governativa anche a regimi autoritari, repressivi o antidemocratrici.
Anche Macron e Prodi nella lista degli spiati Pegasus. La Francia apre un’inchiesta, in Messico spiato anche il presidente Obrador.
Da Amnesty un software gratis per ispezionare i cellulari col MVT, Mobile Verification Toolkit, strumento gratuito e scaricabile online per sapere se lo spyware ha attaccato Android o iOS.

«Il giocattolo che tutti volevano»

In questi anni Pegasus era diventato “il giocattolo che tutti volevano”, lo definisce un esperto sentito dal Financial Times, perché riesce a entrare nei telefoni altrui senza nemmeno un clic. Adesso, scoperto, è diventato problema internazionale molto serio.

«Diplomazia Pegasus»

Era nata addirittura una “diplomazia Pegasus” attorno alla concessione dello spyware, rileva Daniele Rainieri sul Foglio. E questa diplomazia precedeva di molto le relazioni diplomatiche ufficiali.
«L’Arabia Saudita non ha contatti pubblici con Israele ma ha comprato Pegasus nel 2017 e questo lascia supporre che qualche conversazione ad alto livello ci sia stata. Lo stesso vale per gli Emirati Arabi Uniti e per il Marocco, che hanno firmato un patto di “normalizzazione” con Israele soltanto l’anno scorso».
Altri esempi: il governo indiano e quello ungherese hanno ottime relazioni con Israele e sono clienti di Nso.

L’immunità Usa

La lista dei numeri forse colpiti dallo spyware non include bersagli negli Stati Uniti, come se godessero di un’immunità decisa per ragioni di opportunità politica (a parte, sembra, Jeff Bezos, fondatore di Amazon).

Capi di Stato e di governo

Nel giro di tre giorni, cioè da quando il Washington Post e altre 15 testate internazionali hanno rivelato sulle loro pagine il risultato di una indagine congiunta, la lista delle personalità politiche controllate dal software israeliano Pegasus è diventata lunghissima. Macron, Prodi, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa, quello del Messico Obrador e l’iracheno Baram Salih, i primi ministri di Pakistan, Egitto e Marocco e persino del re del Marocco, Muhammad IV.

Lotta al terrorismo la scusa

Nati per combattere il terrorismo e proteggere gli stati dai cyber attacchi, gli stessi strumenti tecnologici diventano arma contro, quasi terrorismo di Stato. Il neo primo ministro israeliano Bennet prova a convincere che le capacità cyber elaborate in Israele possono sventare attacchi che siano lanciati da “Paesi negativi contro Paesi terzi”. E viceversa. Mentre il ministro della Difesa, Benny Gantz la spara grossa: 

«Consentiamo le loro esportazioni soltanto a governi e solo per fini legittimi, per lottare contro crimine e terrorismo».

Tra ingenuità e faccia tosta

Io vendo quegli sofisticatissimi strumenti di spionaggio al principe ereditario saudita, noto democratico, contando sul fatto che lui rispetterà in contratto di buone intenzioni. E tanti altri nomi e Paesi non in testa classifica per democrazia e rispetto dei diritti umani.

Deca, Defence Export Controls Agency

Come ricostruito dal Guardian, la Nso era presente già nel 2017 a incontri segreti tra imprenditori israeliani e funzionari sauditi. Che hanno poi acquistato Pegasus per 55 milioni di dollari dietro l’esplicito permesso del governo israeliano, concesso tramite Deca, la Defence Export Controls Agency, in teoria fornita di strumenti legali per impedire la vendita di prodotti di sorveglianza se c’è timore di violazioni di diritti umani.

Il ‘grande orecchio’ israeliano

Ovviamente i destinatari di tali strumenti per Israele sono segreto di Stato. Passaggio chiave che resta da scoprire, se esista un accordo tra servizi segreti israeliani e Nso per ottenere le informazioni raccolte dallo spyware venduti e usati dai diversi acquirenti. Gli altri fanno il lavoro sporco e io semplicemente lo utilizzo.

Secondo fonti statunitensi che hanno parlato con il Washington Post, Israele avrebbe accesso a tutto quello che Pegasus scova.

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