Covid ‘liberi tutti’ di Boris «pericoloso e immorale», Italia a rigore a metà, severità miteleuropea

da Remocontro, 17 luglio 2021

ll documento, firmato da oltre 1.200 studiosi, è stato pubblicato sulla rivista Lancet. Un esperimento «pericoloso e immorale» per il mondo. La comunità scientifica del Regno Unito e non solo, compatta nel condannare la strategia delle riapertura voluta dal governo britannico guidato da Boris Johnson: una strategia che punta all’infezione di massa come modo per raggiungere la presunta immunità di gregge.
L’Italia virtuosa a metà. Gela zona rossa.
Il Green pass in Europa, rigori mitteleuropei senza i clamori francesi.
Faciloneria aeroportuale italiana.

Bar Covid free a Vienna

«Esperimento pericoloso e immorale»

Secondo gli esperti l’esposizione incauta di milioni di persone agli effetti acuti e a lungo termine del virus per ottenere una maggiore immunità della popolazione e per proteggere i più vulnerabili in inverno, è «non etica e non scientifica». Consentire l’infezione di massa quest’estate, un «esperimento pericoloso e immorale». Invece di consentire l’aumento delle infezioni – esortano gli esperti, «il governo dovrebbe intraprendere azioni urgenti per informare e proteggere il pubblico e prepararsi per l’autunno.

Censura Lancet e dal mondo

La scorsa settimana è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Lancet” una lettera in cui gli esperti della British Medical Association, i direttori della sanità pubblica, Sage, l’Academy of Medical Royal Colleges, il Royal College of Nursing e i leader del sistema sanitario britannico hanno evidenziato i pericoli nel consentire questa strategia «libertina» nella gestione del Covid: in tutto hanno firmato circa 1.200 studiosi.

Misure di sicurezza primarie

Per il controllo della pandemia, serve il mantenimento di misure di sicurezza primarie come mascherine e distanza fisica, fino a quando i casi non tornano a livelli bassi, ribadiscono gli esperti sul British Medical Journal. E servono investimenti in luoghi di lavoro, scuole e trasporti pubblici per renderli più sicuri. «L’argomento del primo ministro secondo cui è meglio accettare l’infezione di massa ora piuttosto che rimandare all’inverno, quando ‘il virus ha un vantaggio’, è profondamente errato e fuorviante», scrivono.

Questa strategia metterà a rischio in maniera inaccettabile circa il 48 per cento della popolazione (bambini inclusi) che non è ancora completamente vaccinato, compresi i soggetti vulnerabili e quelli con sistema immunitario compromesso.

Morti da arroganza stupida e falsa libertà

Questo approccio, aggiungono, «sta esercitando già una enorme pressione sulle strutture sanitarie che si trovano in difficoltà e porterà a lungo termine a molte malattie e morti evitabili. un approccio che dà terreno fertile per il proliferare di varianti che potrebbero avere enormi conseguenze non solo per il Regno Unito ma a livello globale». L’ annunciata «giornata della libertà» del governo, concludono gli esperti, «limita, piuttosto che consentire la libertà ad una grande fascia di popolazione a causa della rimozione di misure obbligatorie come le mascherine e il distanziamento fisico».

University College di Londra: “a causa della nostra posizione di hub di viaggio globale, qualsiasi variante che diventa dominante nel Regno Unito probabilmente si diffonderà nel resto del mondo”.

Boris esecrato dal mondo

Secondo il virologo statunitense William Haseltine, «il mondo ha sempre guardato al Regno Unito per politiche importanti e sensate, mentre purtroppo non è stato così per la pandemia di Covid». Ed ha definito “omicide” le cosiddette strategie di immunità di gregge. Gli ha fatto eco Jose Martin-Moreno, professore di sanità pubblica all’Università di Valencia: «Non capiamo perché ciò stia accadendo nonostante le conoscenze che il Regno Unito possiede», ha detto, temendo che altri paesi possano iniziare a “imitare” le politiche britanniche. «Se rimuoviamo gli strumenti che contengono la trasmissione, andrà così», ha aggiunto. 

Italia sì, Italia no

2.898 positivi, 11 vittime e sale il tasso di positività. Gela zona rossa. Sono 161 i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia, in aumento di 8 nel saldo tra entrate e uscite. Vaccini, in Italia somministrate 60 milioni di dosi. Bilancio totale, per non dimenticarci il dramma di ieri, i casi in Italia dall’inizio dell’epidemia sono 4.281.214, i morti 127.851.
Gela è il quarto Comune siciliano che diventa zona rossa. Attualmente sono già in zona rossa anche Mazzarino e Riesi, sempre nel Nisseno, e Piazza Armerina, in provincia di Enna.

Vaccinazioni. Somministrate oltre 60 milioni di dosi di vaccini e sono 25.988.014 gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale, il 48,12% della popolazione over 12.

Il ‘Green pass’ dove e come?

«Vaccino o tampone?». Così nella Mitteleuropa si entra in bar, teatri, hotel, molto prima del rigore alla francese. A Monaco di Baviera l’ingresso ai ristoranti ha bisogno di un attestato di vaccinazione o del tampone, segnala Giacomo Gambassi su Avvenire. L’Italia scopre dalle dichiarazioni di Macron quello che nei Paesi di lingua tedesca è una prassi ormai da settimane. Non si può frequentare un locale o partecipare a un evento senza avere un lasciapassare contro il coronavirus. In Austria le hanno ribattezzate le «tre G di sicurezza»: geimpft, getestet, genesen; vaccinato, testato, guarito.

Sarà anche vero, come ha detto di recente la cancelliera tedesca Angela Merkel, che i vaccini non sono obbligatori, ma diventa un supplizio avere una vita sociale senza la vaccinazione di fronte a regole così stringenti.

Green solo a vaccinazione completa

In Germania, quando si chiede la vaccinazione per andare al cinema o a mangiare fuori casa, si intende che sia «completa», con entrambe la dosi (ad eccezione di Johnson&Johnson) e che siano trascorsi almeno quattordici giorni dalla seconda iniezione altrimenti non è utilizzatile. Ecco perché il Green pass italiano non è sfruttabile. Più magnanima l’Austria dov’è sufficiente una dose (come in Italia), ma inoculata da più di 22 giorni (prima non è considerata): tuttavia la dose unica ha una validità massima di tre mesi; poi occorre la vaccinazione totale. E non è solo questione di Green pass che in Italia si può avere finora dopo la prima dose.

Aeroporti Italia facilona

E in aeroporto? Zero controlli quando si atterra o si parte da Linate o Malpensa, i due scali di Milano. A Vienna (ma anche in Germania) appena si scende dal velivolo, ecco il checkpoint della polizia che verifica la vaccinazione o il tampone. E un controllo analogo avviene a ogni gate prima di imbarcarsi: altrimenti si resta a terra.

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