Covid: la grande rapina di Big Pharma e i no vax in Vaticano

da Remocontro, 16 settembre 2021

Oxfam e Emergency denunciano: «Miliardi di investimenti pubblici, profitti record e tasse irrisorie per Pfizer, Moderna e BioNTech. Per i due colossi Usa 26 miliardi di dollari di ricavi e aliquote fiscali bassissime al 7 e al 15%. Torna la proposta fini di brevetti e monopoli sui vaccini (al 90% andati ai paesi ricchi).
Ci sono No Vax anche in Vaticano. Lo ha affermato Papa Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno da Bratislava. «Anche nel collegio cardinalizio ci sono negazionisti e uno di questi, poveretto, è ricoverato con il virus… ironia della vita».

La Grande rapina di Big Pharma

Profitti astronomici, tasse irrisorie, nonostante i miliardari investimenti sulla ricerca fatti con i soldi dei contribuenti americani ed europei. È questa la grande rapina dei monopolisti dei vaccini anti-Covid19 Moderna, Pfizer e BioNTech. Lo denunciano Oxfam e Emergency, membri della People’s Vaccine Alliance, in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e del summit sul Covid che il presidente Usa Biden vuole convocare in concomitanza con l’assemblea Onu.

Investimenti pubblici profitti privati

«A fronte di un investimento pubblico complessivo nel 2020 di oltre 8,3 miliardi di dollari, le tre aziende hanno registrato nel primo semestre dell’anno ricavi per 26 miliardi di dollari», sottolinea Roberto Ciccarelli sul Manifesto.

Profitti esorbitati

Il margine di profitto è superiore al 69% nel caso di Moderna e BioNTech. Per Moderna, a metà del 2021, ci sono stati 4,3 miliardi di dollari di utili e appena 322 milioni di dollari di imposte pagate versate su scala globale (il 7%). Nei rendiconti trimestrali del 2021 la società prevede di realizzare vendite di dosi di vaccino per 20 miliardi di dollari nell’arco dell’intero 2021.

Profitti nascosti e vaccini solo ai ricchi

Il margine di profitto di Pfizer non è ancora formalmente verificabile. L’azienda, aggiungono Oxfam e Emergency, fornisce dettagliate informazioni finanziarie solo per i ricavi e non per le spese sostenute per lo sviluppo e la produzione dello stesso. In aggiunta, l’azienda ha venduto solo lo 0,5% delle sue dosi di vaccino ai paesi più poveri.

Prezzo 24 volte il costo di produzione

I suoi ricavi sono da capogiro, grazie alla vendita di oltre il 90% delle dosi prodotte al miglior offerente tra i paesi ricchi e rincari del prezzo per dose, fino a 24 volte il costo stimato di produzione. Per Pfizer i proventi dalle vendite del vaccino anti-Covid, sono superiori a 11 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2021.
La multinazionale prevede di arrivare a 33,5 miliardi di dollari in vendite totali del proprio vaccino entro la fine del 2021, rendendolo uno dei prodotti farmaceutici più venduti nella storia dell’industria farmaceutica.

Profitti clamorosi quasi tutti anti Covid

Oxfam e Emergency sostengono che i loro elevati margini di profitto derivano quasi esclusivamente dalla commercializzazione dei vaccini contro il Covid-19.

Biocapitalismo a Stati complici

«Il problema non va visto solo dal lato del biocapitalismo di Big Pharma, ma anche da quello degli stati». Soldi dei contribuenti per dare un contributo importante alla ricerca che ha portato al vaccino a tempi di record, per poi ricomprare il prodotto a prezzi di mercato spendendo un’enormità. Garantendo generosi sconti fiscali sugli utili record che loro stessi, garantendo una situazione di monopolio, permettono di realizzare.

Le corporation con ricavi miliardari pagano, in proporzione, molto meno di quanto versano al fisco famiglie che hanno il lavoro come unica fonte di reddito.

Modello business Big Pharma

«Il modello di business messo in pratica dai colossi farmaceutici è oltremodo redditizio e continua ad essere perfetto per azionisti e top manager che vengono remunerati generosamente, mentre a farne le spese sono i paesi in via di sviluppo che stanno affrontando un nuovo picco di contagi e decessi, senza vaccini, cure e trattamenti», denunciano Sara Albiani di Oxfam Italia e Rossella Miccio di Emergency.

Non condividendo tecnologie e applicando cospicui sovrapprezzi, i tre colossi del farmaco incasseranno 41 miliardi di dollari in più, rispetto al costo di produzione dei propri vaccini.

Sospensione dei brevetti

People’s Vaccine Alliance chiede un immediato intervento dei governi per la sospensione dei brevetti ed evitare un ulteriore rialzo dei prezzi applicato anche per la vendita delle terze dosi ai paesi ricchi. «Per tenere veramente sotto controllo questo virus, dobbiamo porre fine ai monopoli sui vaccini, condividere tecnologia e know-how, così da poter aumentare la produzione in tutto il mondo e vaccinare quante più persone possibile».

«No Vax anche tra i cardinali»

Ci sono No Vax anche in Vaticano. Lo ha detto Papa Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno da Bratislava rispondendo a una domanda sui vaccini. «Anche nel collegio cardinalizio ci sono negazionisti e uno di questi è ricoverato con il virus, ironia della vita. Non so spiegarlo bene, alcuni hanno paura a vaccinarsi perché i vaccini non sono sperimentati, ma si deve chiarire e parlare in sincerità. In Vaticano tutti vaccinati, tranne un piccolo gruppetto. Si deve capire come aiutarli».

Papa Francesco si riferisce al cardinale Raymond Burke, noto sostenitore di Donald Trump e negazionista sul Covid, ora ricoverato negli Stati Uniti con l’infezione.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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