Covid Europa, «situazione molto preoccupante in 10 Paesi». Italia, no vax col Kennedy sbagliato e altre peggiori compagnie

Piero Orteca su Remocontro, 6 dicembre 2021

In Europa la situazione epidemiologica Covid è “estremamente preoccupante” in 10 Paesi: Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia e Slovenia. Lo riporta il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nel rapporto settimanale.
Gli Stati dove va meglio sono Italia, Malta, Spagna e Svezia.

Il Kennedy sbagliato

Quarta ondata, pessimi segnali

Due milioni di contagi in 7 giorni, record da inizio pandemia. Va male in Belgio, Polonia, Paesi Bassi, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria e Slovenia. In altri 13 Paesi (Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania e Slovacchia; sono compresi anche i Paesi non Ue del See, lo Spazio Economico Europeo), la situazione è “molto preoccupante”, mentre in altri tre (Cipro, Francia e Portogallo) è “moderatamente preoccupante”.

Noi ‘poco preoccupanti’, ma attenti

In quattro (Italia, Malta, Spagna e Svezia) è “poco preoccupante”. Rispetto alla settimana precedente, 4 Paesi (Belgio, Finlandia, Liechtenstein e Polonia) sono peggiorati, mentre cinque sono migliorati (Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania e Svezia). Gli altri 21 Paesi sono rimasti nella stessa categoria.

No pass Milano col Kennedy sbagliato

Migliaia di persone all’Arco della pace, a Milano, alla manifestazione contro il vaccino antiCovid organizzata dal ‘Kennedy degenere’, Robert Kennedy jr, terzogenito di Bob Kennedy e nipote di John Fitzgerald Kennedy, e dalla sua associazione Children’s Health Defense. I manifestanti sono quasi tutti senza mascherina e stanno intonando cori come ‘la gente come noi non molla mai’, ‘fascisti, fascisti’ e ‘vergogna’.

Nipote del primo grande vaccinatore Usa

Il clan Kennedy, da Jfk il vaccinatore a Bob jr il negazionista. 60 anni dopo il ‘Vaccination Assistance Act’ che cancellò la poliomelite negli Usa, il nipote del presidente è il paladino dei No Vax, che vede complotti ovunque. E semina dubbi e bugie anche in Italia, ospite del volto dell’estrema destra milanese, il Barone Nero Roberto Jonghi Lavarini. Personaggio fuori dalle righe (e forse anche fuori di testa): nel 2015, aveva paragonato le vaccinazioni pediatriche all’olocausto. Il 29 aprile 2020 il nipote di JFK partecipò come relatore ad un evento durante il quale venivano promossi trattamenti alternativi ai vaccini contro il Covid (in parte a pagamento).

Cure a base di zinco, integratori vitaminici ed esposizione ai raggi solari, arrivando a sostenere teorie come i sintomi del virus causati in realtà dalla caduta di plutonio proveniente da satelliti distrutti. Kennedy aveva anche sostenuto un’altra teoria complottista dei microchip sottocutanei iniettabili.

Roma, 150 (valutazione ANSA) al circo Massimo

A Roma sono almeno 150 i partecipanti al Circo Massimo alla protesta contro il certificato verde e i vaccini anti-covid. Tra gli slogan dei no pass: noi “siamo il Movimento Ondulatorio che cambierà la realtà delle cose”, “il popolo delle piazze d’Italia”. “Libertà per i nostri fratelli”, lo striscione esposto da alcuni militanti di Forza Nuova. Sotto allo striscione una bandiera dell’Italia. “Liberate i nostri fratelli”, è il coro dei 10 militanti presenti.

No green pass e destra romana, relazioni pericolose

Il 9 ottobre a Roma la prima manifestazione nazionale contro il green pass segna la saldatura tra la destra extraparlamentare e il movimento no vax. Il mattatore della manifestazione è Giuliano Castellino, leader di Forza nuova che insieme a Roberto Fiore guida il corteo verso la Cgil. E nell’assalto al pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma il 9 ottobre c’era anche Manuel Sannino, ex genero del boss di Ostia Vito Triassi, ex capo della tifoseria notoriamente di destra dell’Ostiamare e adesso a capo di “Area 121”, occupazione abitativa ad Ostia, appoggiata da Casapound.

Articoli recenti:

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: