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Comunali

***di Massimo Marnetto, 19 ottobre 2021

Al crash-test delle comunali, la destra si disintegra. Merito dei vincitori o demerito degli sconfitti? Qui a Roma, sicuramente il candidato della destra era molto modesto. Ma va detto per non infierire che Michetti fu pescato tra gli sconosciuti, perché nessun politico voleva fare il candidato. Poi il “tribuno” ci ha deliziato di gaffe, ma nessuno dava per scontata la vittoria di Gualtieri, checché ne dicano gli sciamani a risultati noti.

A Roma la destra è forte, sostenuta da grandi interessi immobiliari, una piccola borghesia individualista molto diffusa. Per Calenda – dopo la sua buona prova al primo turno – si apre una carriera da ago della bilancia, come Renzi e forse Conte. Tutti personaggi che rivedremo attivi nelle prossime elezioni politiche, dove i grandi schieramenti di destra e sinistra dovranno fare i conti con aghi e Draghi.

Resta sullo sfondo il tema del forte astensionismo, ogni anno più marcato. Per me, causato dal diffondersi del lavoro precario. Quando manca una retribuzione dignitosa e certa per far fronte ai bisogni primari, è difficile sentirsi parte di una comunità e partecipare ai suoi riti. La democrazia rappresentativa si secca se perdura la siccità lavorativa.

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