Composizione vs competizione

***di Massimo Marnetto, 21 gennaio 2022

Dietro alle proposte di un Presidente donna non c’è solo l’esigenza di una parità di genere, ma piuttosto di nuove ”qualità politiche” presenti nel pensiero femminile. Infatti, mentre l’approccio politico maschile è condizionato dall’attitudine alla competizione con l’uso della forza, quello femminile – a causa del dimorfismo sessuale che ne determina una minore prestanza fisica – punta molto alla negoziazione, per anticipare e scongiurare il conflitto.

Ciò non significa affatto che una donna non sia in grado di essere assertiva nelle proprie prese di posizioni; ma l’impossibilità di banalizzare una divergenza con uno scontro fisico – come spesso accade tra maschi – rende le sue argomentazioni più costruttive ed empatiche. 

Questa caratterista al ”confronto controllato” può essere presente anche negli uomini, ma solo in quelli con una formazione così elevata da poter presidiare gli sbalzi del testosterone. Ciò detto, per il Quirinale non conta il sesso, purché il nuovo Presidemte abbia quella speciale abilità nella composizione dei contrasti, che le donne esercitano da sempre per resistere – da soggetti biologicamente più deboli – alla rozza legge del più forte imposta dalla prevaricazione maschile.

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