Come la nave di Vasa

***di Massimo Marnetto, 5 febbraio 2021 – E’ una tersa mattinata del 1628 e tutta la popolazione è accalcata al porto di Stoccolma, per vedere il varo del Vasa, il galeone più grande della flotta svedese, costruito senza badare a spese per volere del re Gustavo II. Che ha imposto più cannoni di quelli che le leggi della nautica consigliavano. Ma il sovrano le ha infrante per il supremo prestigio della nazione. Il Vasa entra in acqua tra urla festanti e spari a salve, esce dal porto con l’acqua al limite della linea di galleggiamento. Al primo soffio forte di vento si inclina e affonda, nel gelo dei presenti e l’onta per il re. 

Anche Draghi sta sfidando il limite di stabilità di un governo. Ma deve tirare tutti a bordo per ordine supremo. La folla applaude perché nell’imbarco dei partiti di opposte visioni vede la pacificazione per il bene comune; scambia l’alto profilo con il vasto perimetro; pensa che un abile comandante saprà affrontare i venti contrari, nonostante le leggi della politica. Chi avverte dei rischi della sterilizzazione di idee incompatibili di sinistra e di destra è accusato di non credere nella “grande sintesi”. Io sono disposto a prendermi queste accuse, perché penso che la sospensione degli inconciliabili valori progressisti e sovranisti sia ammissibile di fronte a un nemico esterno, ma deleteria per risolvere una crisi interna.  

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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