Ciao David, ti immagino infastidito da tanto clamore, ma sorridente come sempre

di Ennio Remondino, 15 gennaio 2022

Dunque il potere declinato in tutte le forme istituzionali e internazionali possibili che ti esalta in morte e quasi ti santifica scoprendo che eri una bella, semplice e normale persona per bene. Detto in altre parole, un banalissimo ’boy scout’, che, in certi ambienti dell’alta politica non viene considerato un gran complimento, ma anzi sinonimo di ingenuità quasi imperdonabile. Renzi ha guastato un bel po’ quell’immagine, ma tu, certamente, quello eri rimasto. Ed ecco scoprire che anche una persona normale e per bene, nessun genio della geopolitica attorno, nessun boss di trame di partito, era arrivata tanto in alto ricoprendo in maniera più che dignitosa incarichi di alta responsabilità e prestigio, sembra sconvolgere il mondo.

Un po’ ciò che sta accadendo con il presidente Mattarella. E ora, nell’incertezza e nell’orrore di certe ipotetiche successioni, tutti sembrano scoprire la sua ben nota rettitudine. Una persona rigorosa e per bene, dopo averlo spesso attaccato e persino insultato. Con te, purtroppo, lo scoprono attraverso il dramma della morte che tu, prima hai saputo contrastare con la forza del combattente, poi accettare con la riservatezza composta che ci hanno insegnato i nostri genitori.

Una cosa che invece è dispiaciuta a me e certo a moltissimi altri colleghi Rai, la prevaricazione della politica e del tuo ruolo istituzionale sulla professione condivisa. Adesso vedrai che ti dedicheranno qualche vialetto attorno a Saxa Rubra, ma a noi ‘vecchi compagni di banco’ è stato di fatto impedito di piangerti.

Ho apprezzato le parole del cardinale Zuppi che ha saputo andare oltre gli orpelli dei tuoi incarichi e descriverti nella sostanza della tuo essere, ricordandoti accanto ad un altro grande, comune amico Paolo Giuntella. Poi ho ammirato, col groppo alla gola, moglie e figli per la sostanza delle cose tanto compostamente dette.

Non eravamo arrivati a tanta intimità da far incontrare le nostre famiglie, io dalla cronaca quasi ‘eversiva’ di Roberto Morrione (un altro amico da piangere), e tu arrivato dal Tg3 alla vetrina massima della conduzione, tra i pochi di cui ho memoria che ha meglio resistito alla notorietà televisiva. Ma sto diventando enfatico e lungo anch’io, e ti chiedo scusa.

Adesso, fossi in diretta tv, sarei nei guai col groppo alla gola che mi impedirebbe di parlare e lucciconi rivelatori, anche perché ogni amico che ci lascia è sempre un pezzo di noi che se ne va.

Come ti hanno salutato i tuoi figli e come condividevamo, Buona strada David

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