Deus sive Natura

La sapienza del mondo ho respirato e l’ignoranza chiama i miei sospiri. La bellezza del mondo ho contemplato e la menzogna con i suoi deliri. La ricchezza degli altri ho consumato, l’ingegno offerto purché lo si ammiri. Quello che ha ricevuto ognuno ha dato e ognuno sceglie secondo che attiri. Dio, o Natura, non vedeContinua a leggere “Deus sive Natura”

Il sol dell’avvenire

In attesa dell’alba hai consumato il tempo dato per vedere il sole, ma il sole è ormai già in alto su nel cielo, e scende alle tue spalle dietro il monte mentre il tuo sguardo è fisso a un orizzonte di nuvole scomposte e passeggere. Mirare in alto richiede coraggio, ma non guardare è tutt’altroContinua a leggere “Il sol dell’avvenire”

La morte non è un muro

Non darò la mia vita per un altro, anche l’altro comunque morirà, ma darò la mia vita per la Vita che dalla morte comunque risorge su questa terra come fra le stelle fino ai confini dello spazio-tempo. Come lo sparo ad un uccello in volo precipita nel cuore la tristezza di un avviso di sfrattoContinua a leggere “La morte non è un muro”

Barche di carta

(incubo) Mi ha svegliato stanotte lo spavento di un vecchio frate che parlava a stento: “Non già per me, gran Dio, chiedo soccorso, che sono già allenato alla fatica del buon pensare per non affondare, ma quei ragazzi là, gettati al vento come barche di carta in mezzo al mare. Sappiamo già che non passeràContinua a leggere “Barche di carta”

Italia mia benché*

Un popolo di santi? Figurarsi. Poeti sì, fra tanti analfabeti. Eroi di che? Comunque può darsi, più rivolti al presente che profeti. Artisti sì, dell’arte di arrangiarsi, pensatori davanti alla schedina, gli scienziati non più di una ventina, di un genio è sempre meglio non fidarsi. Navigatori nell’acqua e nel vino dal gran Colombo alContinua a leggere “Italia mia benché*”

Collane d’ambra

Collane d’ambra ti vorrei portare dall’esotico oriente dei tuoi sogni per quel sorriso che vedo affiorare sulle tue labbra soltanto se dormi. Solo un sorriso che faccia crollare quel muro inquieto di vani pensieri che il giorno oppone alle coscienze ignare. Dietro quel muro si nasconde il mare dove affondano tutti i desideri ma ilContinua a leggere “Collane d’ambra”

Noè 2020

Rannuvolato in volto taceva il cielo sulle nostre ubbie per questioncelle vane e dispettose piccole o grandi cose che stentavamo ancora a dipanare, quando dall’alto prese a brontolare prima in sordina, poi sempre più forte: nessuno giochi in borsa con la morte , per la vita si chiudano le porte. Tuonava il cielo sulle nostreContinua a leggere “Noè 2020”