Cassazione: il blog può essere sequestrato. Non è testata giornalistica

censura stampa online***La Corte di Cassazione, V sezione penale, ha chiarito nella sentenza n. 12536/2016, che un blog può essere sottoposto a sequestro (oscurato) anche se colui che ne cura e pubblica i contenuti è un giornalista iscritto all’Ordine. Tuttavia, con la stessa convinzione per cui continuerò a battermi contro il carcere per diffamazione o le querele temerarie, non intendo in questo caso gridare allo scandalo. Che sentenze come questa possano apparire come una forma indebita di censura, magari anche con qualche fondamento, è più che probabile, ma io non sono tra quelli che vorrebbero esentare quanto viene pubblicato su internet da qualsiasi controllo legale o giudiziario. E se un blog non può considerarsi una testata telematica, per cui, come spiega la sentenza, “non risulta registrato come organo di stampa, non presenta alcuna testata o una periodicità regolare nelle emissioni”, non è soggetto insomma ai limiti e alle procedure previste dalle leggi sulla stampa, è giusto che sia indicato  un modo perché possa rispondere di quanto è stato pubblicato in violazione di un diritto. Purtroppo i consigli dell’Ordine non sembrano dare sufficienti garanzie al riguardo. Poiché sono anch’io un giornalista blogger, mi piacerebbe tanto una normativa che consentisse di intervenire in modo meno drastico. Comunque, la Corte di Cassazione non ha accolto il ricorso contro il sequestro (in pratica l’oscuramento) del blog per difetto di forma e cioè perché il ricorrente non avrebbe neppure preso in considerazione l’assenza dei requisiti che lo differenziano da una testata giornalistica online. (nandocan).

Adnkronos, 27 marzo 2016 – Può essere sottoposto a sequestro il blog anche se colui che ne cura e pubblica i contenuti è un giornalista iscritto all’Ordine. Così la Corte di Cassazione, V sezione penale, ha chiarito nella sentenza n. 12536/2016, riportata dal sito di informazione giuridica studiocataldi.it. La sentenza rigetta il ricorso di un giornalista il cui blog era stato sottoposto a sequestro a causa di contenuti offensivi rivolti nei confronti di una terza persona. La Corte, conferma che, secondo la giurisprudenza delle Sezioni unite, in tema sequestro di giornali e di altre pubblicazioni, la testata giornalistica telematica, funzionalmente assimilabile a quella tradizionale in formato cartaceo, rientra nella nozione di “stampa” di cui all’art. 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 e, pertanto, non può essere oggetto di sequestro preventivo in caso di commissione del reato di diffamazione a mezzo stampa.

Tuttavia – si legge su studiocataldi.it – la stessa Cassazione ha precisato che in tale ambito non rientrano i nuovi mezzi di manifestazione del pensiero destinati ad essere trasmessi in via telematica “quali forum, blog (ossia «una sorta di agenda personale aperta e presente in rete, contenente diversi argomenti ordinati cronologicamente»), newsletter, news group, mailing list e social network, che, pur essendo espressione del diritto di manifestazione del pensiero, non possono godere delle garanzie costituzionali relative al sequestro della stampa“.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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