Caso Englaro e sentenza del Consiglio di stato: illegittimo il divieto di Formigoni

englaro

 “Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia. Richiamerò su tale esigenza l’attenzione del Parlamento”. Questo aveva detto il Presidente Napolitano nel marzo scorso. Da allora niente. Speriamo che qualcosa finalmente si muova dopo questa sentenza del Consiglio di Stato. Chissà che le aperture al dialogo di Papa Francesco non favoriscano un atteggiamento meno rigido sull’interpretazione da dare al concetto di “accanimento terapeutico” di quello manifestato dalla Chiesa sul caso Englaro. La “vera compassione”, si è limitato a osservare recentemente il Papa, “promuove ogni ragionevole sforzo per favorire la guarigione del paziente”, ma “al tempo stesso aiuta a fermarsi quando nessuna azione risulta ormai utile a tal fine”. (nandocan)

****di Valter Vecellio, 7 settembre 2014* – La sentenza del Consiglio di Stato è inequivocabile: l’’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni impedendo che ad Eluana Englaro venisse sospeso il trattamento terapeutico è illegittimo, ha commesso un vero e proprio abuso: perché il diritto alla cura di cui ciascuno di noi è titolare, comprende anche il diritto a poterla interrompere. Un diritto che Formigoni ha voluto violare, costringendo così Eluana ad “emigrare” in Friuli; solo la’, alla clinica “La Quiete” di Udine nel febbraio 2009, si e’ potuto mettere la parola fine a uno stato vegetativo durato quasi 18 anni. Per ricordare i termini di una vicenda che ha fatto scalpore: dopo una lunga, estenuante battaglia che il padre di Eluana, Beppino ha voluto condurre sul binario della legge e del diritto, invece di seguire la piu’ “comoda” strada del “fallo, ma non dirlo”, la Corte di Cassazione autorizzava la sospensione del trattamento terapeutico e del sondino naso gastrico. Con un vero e proprio diktat, Formigoni ordinava pero’ che la sentenza venisse al contrario disattesa: tutte le strutture sanitarie della Lombardia vennero diffidate dal rendere esecutiva la sentenza.

La sentenza del Consiglio di stato ha stabilito che quel provvedimento formigoniano e’ illegittimo. Dice l’avvocato Vittorio Angiolini che ha seguito la famiglia Englaro nella lunga battaglia giudiziaria: “È una sentenza molto importante sul piano del diritto. I magistrati stabiliscono che la Regione era tenuta a fornire le cure alla paziente Englaro e che il diritto di avere una cura comprende, in se stesso, il diritto di interromperla. Questo significa che Eluana avrebbe dovuto trovare questo tipo di assistenza, che poi trovò a Udine, anche in Lombardia, come anche il Tar aveva stabilito.

La famiglia Englaro, di fatto fu costretta a un avvilente odissea fra ospedali e cliniche. L’allora ministro della Salute Maurizio Sacconi, firmò un atto di indirizzo con l’intento di fermare il trasferimento di Eluana Englaro a Udine, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si schierò per il no alla sospensione delle terapie e varò un decreto del governo, il 6 febbraio 2009, per bloccare Eluana che non divenne esecutivo solo perché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si rifiutò di firmarlo. La sentenza del Consiglio di stato e’ importante precedente: a Eluana ormai non serve piu’, ma impedirà che ci possano essere altri casi come il suo.

*da articolo 21, il grassetto è di nandocan

 

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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