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Caso Ballarò, Fnsi e Usigrai: “Gravissimo e preoccupante l’ennesimo episodio di tiro al cronista”

Il conduttore Massimo Giannini durante la trasmissione Rai "Ballaro'", Roma, 16 settembre 2014. ANSA/ALESSANDRO DI MEONella puntata di martedì scorso di “Ballarò” il conduttore Massimo Giannini aveva affermato che sul caso Boschi-Banca Etruria c’è un “rapporto incestuoso”. In un’intervista alla Stampa, Michele Anzaldi, deputato Pd nella commissione di vigilanza RAI, aveva commentato definendola “un’affermazione vergognosa, che avrà risvolti giuridici pesanti. Mi auguro che Boschi lo quereli”. Perché, secondo Anzaldi, “qualcuno ora deve rispondere: Giannini stesso, ma anche Maggioni, Verdelli e Vianello”. L’intervistatore gli aveva chiesto se era davvero il caso, secondo lui, di licenziare Giannini. “Hanno mandato a casa Azzalini per molto meno”, ha risposto Anzaldi con riferimento al funzionario che aveva anticipato di proposito sul tg1 la mezzanotte di Capodanno. “C’è stato un cambio di rotta, ora si vada fino in fondo. Serve la stessa determinazione”. Al Corriere della Sera aveva poi rincarato la dose: “c’è un problema con Rai3 e con il Tg3”, ha dichiarato, “ed è un problema grande, ufficiale. Purtroppo non hanno seguito il percorso del Partito democratico: non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, Matteo Renzi, il quale poi è diventato anche premier….e così il Pd viene regolarmente maltrattato e l’attività del governo criticata come nemmeno ai tempi di Berlusconi”. Così dunque Anzaldi, immediatamente appoggiato dal giglio magico renziano e criticato invece dalla minoranza Pd. Mentre Roberto Saviano, Ezio Mauro e Ferruccio De Bortoli sono intervenuti per denunciare quello che sembra una riedizione del famoso “editto bulgaro”. Già, perché, al contrario di quanto affermato da Anzaldi, non solo ci siamo accorti, ahimè, del nuovo segretario del Pd, ma anche che sembra voglia comportarsi nei confronti della stampa e della libertà di espressione non diversamente dal suo predecessore. Ciò detto in attesa che il Presidente della RAI Monica Maggioni, così come il direttore generale e prossimo amministratore delegato, Antonio Campo Dall’Orto, si decidano a  spendere qualche parola contro le minacce al collega Giannini e al direttore Vianello di RAI 3 (nandocan)

***da articolo 21, 28 gennaio 2016  – «Legittimo criticare il lavoro dei giornalisti, ma se dalla critica si passa alle minacce si svelano le reali intenzioni di chi attacca i cronisti: tentare di imbavagliare la stampa e limitare la libertà di espressione». Lo affermano in una nota il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani.

«L’ultimo, l’ennesimo, caso di “tiro al cronista” – proseguono Lorusso, Giulietti e Di Trapani – riguarda Massimo Giannini e la puntata di “Ballarò” andata in onda martedì sera: i temi trattati hanno urtato la sensibilità del politico di turno che subito ha chiesto di licenziare il giornalista, chiudere la trasmissione e rimuovere il direttore di Rai 3. Un fatto gravissimo che segue di pochi giorni un’altra violenta campagna in cui il Servizio pubblico veniva etichettato come fascista. Viviamo ancora in una Repubblica dove vige la libertà di espressione, ma episodi come questo e troppi altri, di vera e propria intimidazione ai danni dei giornalisti, destano preoccupazione perché tradiscono le intenzioni, trasversali a tutta la classe politica, di zittire chi fa informazione. L’intera categoria, ma anche l’opinione pubblica, devono mobilitarsi a difesa della libertà di espressione che è uno dei pilastri della democrazia».

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