Casalbertone: dopo Casapound arriva Borghezio

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dal sito  cronachediordinariorazzismo.org , ancora una denuncia di un’incursione di tipo squadrista alla periferia di Roma (nandocan)

***Ancora un episodio razzista alla scuola media ex Lombardo Radice di Casalbertone, quartiere sud est di Roma. Dopo che, la scorsa settimana, un gruppo di membri di Casapound e Lega Nord ha impedito l’ingresso agli studenti stranieri e agli insegnanti del Centro Territoriale Permanente di Casalbertone (vedi qui), lunedì scorso, 27 ottobre, a fare irruzione nell’istituto è stato direttamente l’europarlamentare del Carroccio Mario Borghezio. Secondo l’esponente leghista, nella scuola mancherebbero “regole e sicurezza” e questo consentirebbe “a centinaia di adulti immigrati di frequentare le stesse aule e gli stessi ambienti dei bambini tra i 10 e i 13 anni”. I docenti sarebbero dunque colpevoli di “permettere lo svolgimento dei corsi di lingua per stranieri negli stessi orari e nelle stesse aule frequentate dai bambini”.

La stessa critica era stata mossa dai membri di Casapound settimana scorsa: allora, le forze dell’ordine – chiamate dal personale scolastico – avevano controllato la situazione senza riscontrare alcuna irregolarità. “Qui è tutto in regola. Facciamo formazione e insegniamo italiano come prescrive la legge che impone agli immigrati di imparare la lingua per ottenere il permesso di soggiorno. Abbiamo un ingresso indipendente, aule, locali e servizi igienici separati da quelli dei bambini delle medie come testimoniato anche dai sopralluoghi delle forze dell’ordine che non hanno riscontrato anomalie”, spiega la professoressa Angela Plateroti al quotidiano La Repubblica, sottolineando: “Chi ha violato le regole e la sicurezza è piuttosto Borghezio e quei 6-7 genitori che, stando ai racconti dei miei colleghi presenti, hanno fatto un’incursione violenta in una scuola, al limite della denuncia, spaventando gli utenti che sono lì per studiare, rovesciando a terra i divisori e insultando il nostro lavoro”.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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