Caritas, dossier sulla Grecia. “La crisi come una guerra, paese a un bivio”

A pochi giorni dal voto, la Caritas Italiana presenta un dossier con dati e testimonianze. La mortalità infantile è aumentata del 43% dall’inizio della crisi. E’ del 336% l’aumento del numero dei bambini abbandonati in 5 anni. Ed è in corso la più grande fuga di cervelli della storia. Altre fonti ci dicono che quanto è accaduto in Grecia in questi anni è soltanto la punta dell’iceberg e non soltanto il prodotto di sperperi e bilanci truccati. Grandi economisti come Joseph E.Stiglitz  ne avevano indicato le cause molti anni fa, prima ancora che scoppiasse la crisi nel 2008: “Le istituzioni internazionali (FMI, Banca mondiale, Organizzazione mondiale del commercio) a cui è stato affidato il compito di scrivere le regole del gioco e di gestire l’economia globale riflettono gli interessi dei paesi industriali avanzati o, più precisamente, alcuni interessi particolari all’interno di quei paesi …trovare il giusto equilibrio fra interessi contrastanti è l’essenza stessa dell’attività politica, ma i mercati finanziari hanno fatto di tutto per depoliticizzare queste decisioni demandandole ai tecnocrati, il cui unico mandato è quello di perseguire politiche favorevoli ai mercati finanziari…” (J.E.Stiglitz, La globalizzazione che funziona,Einaudi 2006). Giusto chiederci un bilancio in pareggio, dice oggi Tsipras, ma il come vogliamo deciderlo noi, magari con un’Europa più democratica e politicamente unita in cui la solidarietà non sia solo virtuale.  Chissà se la vittoria di Syriza alle elezioni di oggi rappresenterà anche per gli altri paesi dell’eurozona un passo avanti verso questo obbiettivo. Quanto a noi, dubito molto che un alleato come Forza Italia possa dare una mano (nandocan).

crisi povertà***Roma, 23 gennaio 2015  – Le imminenti elezioni in Grecia, previste per domenica 25 gennaio, rappresentano un evento di rilievo innegabilmente globale, la cui portata trascende i confini ellenici. Ma a poche ore dal voto, qual’è la situazione sociale ed economica in cui versa il popolo greco? A tal proposito Caritas Italiana nel quadro dell’anno europeo per lo sviluppo presenta un dossier dal titolo emblematico, “Grecia: gioventù ferita. La crisi come una guerra, il paese a un bivio”. All’interno dati e testimonianze che portano all’attenzione dell’opinione pubblica la preoccupazione per uno scenario doloroso che continua a generare, accanto ai “vecchi” poveri, dei poveri “nuovi”, soprattutto tra le nuove generazioni.

“Il Dossier denuncia le gravi condizioni economiche, abitative, sanitarie in cui versano le famiglie greche – afferma Caritas Italiana – e in particolare i bambini, molti dei quali restano senza cure sanitarie essenziali: la mortalità infantile è aumentata del 43% dall’inizio della crisi. Inoltre è del 336% l’aumento del numero dei bambini abbandonati in cinque anni. È in corso anche la più grande fuga di cervelli della storia recente da un’economia occidentale avanzata: oltre 200.000 dallo scoppio della crisi”.

Le politiche internazionali non hanno portato i frutti sperati e la Grecia si trova ora ad un bivio, non solo politico. Chi da sempre versa in una fascia di povertà è, purtroppo, destinato a rimanerci. “I nuovi dati provenienti dalla rete dei centri di ascolto e di aiuto delle Caritas locali, contenuti nel dossier, confermano che le politiche internazionali ed europee adottate in Grecia sono sostanzialmente fallimentari. Le fasce socialmente più deboli e la gioventù in particolare sono le vittime principali: ferite, deluse, arrabbiate, che però non hanno perso la speranza”.

Per provare a migliorare una situazione economico-sociale disastrosa, Caritas Italiana ha avviato da tempo una collaborazione con la Caritas ellenica che ha portato a diversi progetti: “Nella parte finale il dossier presenta i progetti finora in atto per un impegno complessivo di 600.000 euro. Si tratta – sottolinea la Caritas – di esperienze e proposte concrete, frutto dei rapporti di collaborazione e di solidarietà che si sono andati rinforzando tra Caritas Italiana e Caritas Grecia, anche attraverso i gemellaggi solidali avviati nel 2014, che al momento coinvolgono 14 diocesi italiane. L’obiettivo ultimo è quello di contribuire ad una sempre maggiore presa di coscienza della situazione e moltiplicare l’impegno sia nell’azione politica nei confronti dell’Unione Europea, sia in quella educativa e di animazione per lo sviluppo di una cittadinanza europea attiva più vigile e solidale”.

© Copyright Redattore Sociale, il grassetto è di nandocan

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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