Brusca libero

Nel rispetto di una legge voluta da Giovanni Falcone e 25 anni dopo il suo arresto. E sbaglia chi pensa, a differenza della sua vittima principale, che un’efficace lotta alla mafia possa fare a meno, oggi in Italia, dei “collaboratori di giustizia”o che questi ultimi accetterebbero di collaborare senza uno sconto di pena (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 1 giugno 2021 – Brucia la scarcerazione del mafioso Giovanni Brusca, colpevole della strage di Capaci e dei delitti di mafia più efferati. Eppure, ha una sua logica nella normativa sui pentiti, che ha permesso di scoprire e punire intere “piramidi” della criminalità organizzata. Un’innovazione messa a punto da Falcone e Borsellino, che però dà più soddisfazione agli inquirenti che ai parenti delle vittime. 

E’ un sistema ancora accettabile? Uno Stato integro non avrebbe bisogno di confessioni per rispondere alla violenza delle mafie. Ma l’Italia deve fare i conti con partiti infiltrati, politici conniventi e istituzioni contaminate. Insomma, i pentiti – purtroppo – sono essenziali. E lo saranno fino a quando la politica non sarà impermeabile ai voti e ai soldi dei mafiosi (mettetevi comodi…).

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