Bollette e balletti

***di Massimo Marnetto, 21 gennaio 2022

Nessuna differenza ormai tra destra e sinistra? Falso: esiste ed è netta quando si parla di solidarietà. Come nel Consiglio dei Ministri quando è stata presentata dal Governo la proposta di ritardare i benefici di riduzione Irpef per i redditi superiori ai 75 mila euro l’anno, per destinare il risparmio al contrasto dei rincari delle bollette dei più poveri.

Un travaso di risorse non clamoroso, ma nella linea dell’equità sociale. Netto il rifiuto di Lega, FdI, FI e IV (sì, Renzi ormai è a destra, per chi non l’avesse ancora capito) ad una “patrimoniale mascherata”. Mentre il PD e LEU si sono espressi a favore, ma senza convinzione. Cinque Stelle silenti.

Il fatto in sé è significativo non a livello contabile (i soldi si sono poi trovati altrove), ma politico. Indica una subalternità culturale della sinistra, che si paralizza non appena le si oppone di volere una patrimoniale. Come se una tassa sui patrimoni di chi sta meglio per aiutare chi sta peggio fosse un tabù e non invece un provvedimento da rivendicare come tema identitario. Finché la sinistra si vergognerà di fare cose di sinistra, crescerà la destra. E l’astensione.

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