Boldrini, Kyenge, Iacona, Tizian. Articolo21, alla Fnsi, premia chi ha contribuito ad accendere i riflettori sugli “invisibili”

assemblea art21 11 giugno

“Ringrazio Articolo 21 per questo riconoscimento, soprattutto mi fa piacere riceverlo in questa sala che è la casa anche di tanti giornalisti che danno voce alle istanze che arrivano dalla società civile”. Così la presidente della Camera,Laura Boldrini, nel ricevere da Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi, il premio ‘Paolo Giuntella per la libertà di stampa’ assegnatole dall’associazione Articolo 21 durante l’assemblea tenutasi ieri 11 giugno nella sede della Fnsi a Roma. “Articolo 21 – ha dichiarato ancora la Boldrini – ha messo in campo gli antidoti per combattere le discriminazioni anche nell’informazione. Sono felicissima – ha detto – di ricevere questo premio, perché ho dedicato la mia vita per difendere i diritti degli ultimi”.

E’ il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti ad aprire i lavori dell’assemblea di Articolo21. Un’inziativa con una straordinaria partecipazione Nel ringraziare il presidente Federico Orlando, impossibilitato a partecipare ai lavori, e il segretario nazionaleTommaso Fulfaro per il prezioso lavoro svolto nell’associazione, Giulietti comunica la recente costituzione di un gruppo interparlamentare di “Amici dell’Art.21 composto da oltre 50 tra deputati e senatori formazioni politiche diverse. Giulietti ha poi ricordato la nascita di numerosi circoli territoriali di Art.21, “presidi locali dell’informazione”.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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