Biden a Roma con un accordo su clima e welfare per rilanciare la credibilità americana

da Remocontro, 29 novembre 2021

Biden oggi a Roma, annuncia un piano per welfare e clima da 1750 miliardi. Il presidente americano rischiava si presentarsi a G20 e Cop26 a mani vuote. Invece, ha definito i contenuti del maxi piano d’investimenti ‘Build back better’. Un taglio promesso delle emissioni di Co2, ma anche misure economico sociali sostanziose per le classi meno agiate.

Biden da stanotte a Roma

Nel pieno della notte italiana, alle due e mezza, è arrivato a Roma l’Air Force. Oggi incontri con il presidente della Repubblica,  Sergio Mattarella, con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e con papa Francesco, oltre alla partecipazione al G20, per il presidente Usa.

1750 miliardi difficili per il rilancio Usa su clima e welfare

Un piano da 1750 miliardi di dollari che prevede investimenti nel Welfare per i bambini, sostegno alle classi deboli e la battaglia sul clima, il tutto finanziato da tassazioni a corporation e redditi alti. «Un accordo storico. Così gli Stati Uniti vinceranno la competizione economica con la Cina».

I buoni propositi

«Dopo mesi di trattative difficili e ponderate, penso che abbiamo un accordo economico storico», ha detto Biden alla vigilia della partenza per Roma.«Abbiamo raggiunto un accordo economico che creerà milioni di posti di lavoro, farà crescere l’economia, investirà nella nostra nazione e nella nostra gente, trasformerà la crisi climatica in un’opportunità, ci metterà sulla strada non solo per competere, ma anche per vincere la competizione economica per il 21mo secolo contro la Cina e tutti gli altri principali Paesi del mondo», ha affermato il presidente, senza entrare troppo nel merito delle intenzioni Usa (sempre troppo aggressive quelle del segretario di Stato Blinken) nei confronti del competitor mondiale asiatico.

«Il Paradiso può attendere»

L’annuncio del nuovo pacchetto di misure arriva in extremis, a pochi minuti dalla partenza. Una partenza rinviata proprio per tentare fino all’ultimo di raggiungere un’intesa e di non presentarsi davanti ai leader mondiali a mani vuote. «Il Paradiso può attendere», titolava ironicamente qualcuno riferendosi al primo appuntamento romano di Biden, quello in Vaticano con papa Francesco. Ma quando l’Air Force One decolla dalla base di Andrew il destino del piano last minute messo a punto dalla Casa Bianca e finanziato da un aumento delle tasse sulle grandi società e sui più ricchi appare ancora in bilico. 

I punti chiave del piano

Nonostante l’ottimismo di Biden, però, c’è ancora qualche dubbio sul fatto che il Congresso approverà i massicci investimenti ritenuti prioritari dal presidente, mentre persistono divergenze all’interno dei ranghi democratici tra progressisti e moderati. I dettagli del piano elaborati dall’HuffPost.

Clima

555 miliardi di dollari per combattere il cambiamento climatico. Gran parte di questi soldi dovrebbero finanziare sgravi fiscali per installare fonti energetiche a bassa emissione. «Sulla lotta ai cambiamenti climatici siamo di fronte al più grande investimento della storia americana».

Welfare

400 miliardi di dollari per garantire a tutti gli americani il diritto a un servizio di asilo per i bambini tra i tre e i quattro anni. E ridurre il costo delle cure per le famiglie il cui reddito complessivo non superi i 300 mila dollari l’anno.

Tax credit e assistenza

200 miliardi per allargare il credito d’imposta ai genitori per tutto il 2022, del valore di 300 dollari al mese. 165 miliardi per ridurre il costo dell’assicurazione sanitaria per le persone con redditi bassi, e allargare la copertura ad altre quattro milioni di persone attraverso il servizio sanitario federale. 150 miliardi per la costruzione di un milione di unità abitative ad affitti calmierati e sostenibili.

Immigrati

100 miliardi per l’accelerazione delle pratiche per il visto a nove milioni di immigrati non regolarizzati. Il progetto prevede anche di riconsiderare centinaia di migliaia di pratiche non portate avanti in passato. Prevista la copertura dei servizi legali di assistenza per le persone che si trovano al confine sud con il Messico.

Scuola

40 miliardi per finanziare programmi di aggiornamento professionale e a livello più alto del programma scolastico. Obiettivo è allargare la base di chi va oltre il diploma superiore. Sei impieghi su dieci, negli Stati Uniti, richiedono un titolo di studio sempre più alto.

Chi paga. Minimum Tax e addizionale

Come il governo federale pensa di coprire i 1750 miliardi del piano. Prevista una tassa del 15 per cento, ‘Minimum Tax’, sui profitti delle grandi corporation. La tassa dell′1 per cento sul riacquisto dei titoli. E un’addizionale del 5 per cento sui redditi che superano i 10 milioni di dollari l’anno e un ulteriore 3 per cento su quelli sopra i 25 milioni.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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