Bannon e Viganò alla Conferenza dei Vescovi Usa contro Papa Francesco e Biden

Piero Orteca su Remocontro, 1 dicembre 2021

Al grido di “Quando è troppo è troppo“, la destra sovranista americana capitanata dall’ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon (in attesa di processo di carcere), manifesta davanti al Baltimore Waterfront Marriott, l’hotel che ospita la Conferenza episcopale americana (che deve decidere sulla comunione al Presidente Biden) e dove l’ USCCB, United States Conference of Catholic Bishops , la conferenza dei vescovi cattolici si e riunita per la prima volta in presenza dal 2019, da oggi al 18 novembre.

Allarme rosso porpora a Baltimora

L’incontro dell’USCCB è diventato improvvisamente importante, spiega Maria Antonietta Calabrò sull’UffPost,  perché si vota sul sacramento della Comunione. Non la pratica di fede sempre meno frequentata, ma l’ipotesi spinta da alcuni vescovi di negare l’Eucaristia ai politici cattolici, pur personalmente contrari, che sostengono il diritto legale all’aborto. Primo tra tutti, il Presidente Joe Biden , seguito dalla Speaker della Camera Nancy Pelosi. E qui la questione diventa platealmente politica. Questione che è stata anche affrontata da Biden nel suo incontro in Vaticano il 29 ottobre con Papa Francesco, che lo ha autorizzato a riferire ai giornalisti che lo considera un “ buon cattolico” e lo ha incoraggiato a continuare a fare la Comunione.

Protesta di preghiera o di politica?

Formalmente la protesta sovranista di Baltimora si autodefinisce un “raduno di preghiera” pianificato da Church Militant, «una controversa organizzazione mediatica cattolico conservatrice già nota per aver sposato una retorica incendiaria e che è condannata dai critici come provocatoria, razzista e omofoba». Il raduno di protesta, secondo gli organizzatori è progettato per esprimere una serie di rimostranze contro i vescovi degli Stati Uniti, a cominciare dall’insufficiente risposta alla piaga della pedofilia, e fin lì, difficile dar loro torto. «Ma il vero obbiettivo è quello di supportare una decisione sull’ Eucaristia che vada contro Biden e contro Papa Francesco, che è la vera bestia nera dei sovranisti», denuncia Maria Antonietta Calabrò.

Carlo Maria Viganò sedevacantista

Pronto a colpire l’ex Nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò che già, per questioni di casa nostra, aveva benedetto la manifestazione No Vax che ha portato all’assalto alla sede Cgil di Roma e la manifestazione No Vax dei portuali di Trieste. Recentemente aveva negato il Covid, finta pandemia trucco della trama globalista. Viganò, stessa ‘mente lucida’, in un’ intervista on line ieri ha affermato: «L’asservimento di Bergoglio all’ideologia globalista è talmente scandaloso da essere compreso anche dai comuni fedeli, che in virtù del sensus fidei colgono l’indole eversiva di questo “pontificato” e si rifugiano nell’idea che Benedetto XVI sia il vero Papa».

Il papa voluto dalla massoneria  

«Di certo l’inquilino di Santa Marta – prosegue il vescovo complottista – si pone oggi come candidato alla presidenza della Religione Mondiale, come auspicato dalla Massoneria e pianificato dal Nuovo Ordine». Religione Mondiale e Nuovo Ordine, i nuovi Anticristo. Nuovo Ordine diavolo, «come colui che ha introdotto nel Sacro Collegio il futuro papabile a ricoprire questo incarico».

Church Militant fascisteggiante

Church Militant, che ha sede a Detroit, noto anche come St. Michael’s Media, ha organizzato proteste simili fuori dal Marriott durante gli ultimi incontri dell’USCCB. Ma lo sforzo di quest’anno ha attirato ulteriore attenzione per l’inclusione tra gli oratori di Milo Yiannopoulos, di estrema destra, e di Steve Bannon, che venerdì 12 novembre è stato incriminato per oltraggio al Congresso per aver sfidato un mandato di comparizione della Camera sull’insurrezione del 6 gennaio. Viganò, per nostra buona memoria e suo antico vizio, benedisse anche l’assalto a Capitol Hill in un’intervista concessa proprio a Bannon pochi giorni prima.

A Baltimora allarme Fbi

La notizia della partecipazione di Yiannopoulos e Bannon ha suscitato preoccupazione tra i funzionari della città di Baltimora, che a settembre hanno chiesto al tribunale locale di vietare la manifestazione. Gli avvocati della città hanno citato problemi di sicurezza, notando nel loro ricorso che la violenza è sempre scoppiata in eventi guidati da Yiannopoulos, e che Bannon ha chiesto in passato la decapitazione di avversari politici, quali l’infettivologo Anthony Fauci e il direttore dell’FBI Christopher Wray .

Sostenitori trumpiani dei golpisti

I legali della città di Baltimora hanno accusato il fondatore della Church Militant Michael Voris di lodare le persone che hanno attaccato il Campidoglio il ​​6 gennaio. Voris ha definito gli insorti “patrioti americani” che erano “stanchi delle elezioni fraudolente”. Sostegno alle affermazioni ampiamente smentite di massicci brogli elettorali durante le elezioni del 2020. Church Militant rivendica il diritto alla libertà di parola  e un giudice federale si è pronunciato in loro favore il mese scorso, dando così il via libera alla protesta di oggi. Baltimora City, «rimaniamo preoccupati per la potenziale minaccia alla sicurezza pubblica», ha fatto sapere il sindaco.  

Church Militant, i vescovi pedofili, ma soprattutto contro Papa Bergoglio

Church Militant dichiara che il raduno «vuole “fornire un luogo e una voce per centinaia di migliaia di vittime degli abusi dei vescovi (fisici, finanziari, spirituali, liturgici)». Secondo l’Associated Press, Milo Yiannopoulos, pseudonimo di Milo Hanrahan, britannico emigrato alla destra di Trump, ex redattore capo di Breitbart News, il sito sovranista fondato da Bannon, sostiene di voler parlare all’evento perché sopravvissuto ad abusi sessuali da parte di un prete.

‘Pane e non pietre’

Sul fronte opposto, una coalizione di gruppi cattolici di orientamento liberale sta pianificando una protesta separata. Chiamando la loro manifestazione «Pane, non pietre, gli organizzatori hanno in programma di pregare fuori dall’hotel. Per esprimere disapprovazione di quelli che descrivono come sforzi dei vescovi per politicizzare l’Eucaristia. Le organizzazioni che aiutano a radunare questa seconda protesta includono Catholics for Choice, Women’s Ordination Conference, DignityUSA.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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