Balla coi pupi

Da non crederci, c’è ancora qualche democratico che ha dei dubbi su Renzi. Probabilmente esagera, ma è comunque un’opinione che merita  di essere conosciuta (nandocan).

da  Alberto Capece Minutolo (ilSimplicissimus), 9 dicembre 2013

2518691-matteo_r33Ha ragione Renzi : è finita l’epoca degli inciuci. Il plebiscito ricevuto ai gazebo da parte del popolo del Pd (ammesso che sia stato solo quello ad accorrere alle primarie) rende del tutto superflua la necessità di cercare alleanze con il centro destra: Renzi infatti è il centro destra. Sono ormai anni che si accredita come leader succedaneo di un Berlusconi decadente e decaduto, con un progetto di tipo neo-democristiano.

Questo ritorno al passato, in diretto contrasto con l’anagrafe del  primo cittadino di Firenze, potrebbe sembrare patetico e completamente avulso proprio da quelle istanze di rinnovamento, interpretate del sindaco con maglioncino.  Ma la sua incoronazione è una delle più inquietanti dimostrazioni non solo del disorientamento di un intero elettorato che pare galleggiare come un osso di seppia sulle molte derive del Paese, ma anche della facilità con la quale i poteri forti possono riuscire a distruggere la cultura di un partito, imponendo un personaggio mediatico, costruito a tavolino e sovvenzionato sotto il tavolino.

Nella realtà mentre tutti fingono di parlare in nome di una proposta politica di Renzi, è facile accorgersi che si tratta solo di un insieme di titoli, di frasi fatte e di invocazioni rituali al rinnovamento, dietro alle quali esiste solo un palinsesto, una regia e una sceneggiatura da reality. Lo scopo finale è quello di sottrarre l’Italia a qualunque tentazione socialdemocratica che possa mettere in crisi la cortina di ferro ideologica che ormai divide l’Europa in una periferia di rango ormai coloniale e i Paesi forti , sinergicamente alleati ai poteri finanziari.

La candidatura di Renzi alle primarie precedenti, quelle perse contro Bersani, fu tenuta a battesimo da Blair, la ministra tedesca del Lavoro, e dagli alti papaveri della Morgan Stanley, e in queste dalla stessa Merkel:  fin dall’inizio perciò erano influenti quelle forze che adesso si attendono una doverosa gratitudine in termini di politica interna ed esterna.

La pretesa di Renzi, espressa nel Discorsi della Corona, di aver solo messo fuori gioco un vecchio  ceto politico di sinistra, ma non la sinistra stessa, non ha alcuna consistenza e nessuna credibilità alla luce degli innumerevoli endorsement del nuovo segretario nei confronti del massacro del lavoro e delle benedizioni ricevute allo scoccare della mezzanotte, compresa quella del patron Berlusconi, giunta nell’ora fatidica in cui, al contrario delle favole, le zucche si trasformano in carrozze.

Non ci vorrà molto tempo per far capire al popolo dei gazebo che il rinnovamento auspicato da Renzi e le riforme cui fa riferimento sono diretti anche contro di loro e che la mitridatizzazione somministrata con una serie di dosi sempre più massicce di rinuncia agli ideali, comporterà una drammatica difficoltà di interpretare la tragedia del Paese.

L’irruzione dei forconi che ha guastato la festa è solo il primo sintomo di un distacco e dell’incapacità di riconoscere la geografia del Paese reale, non le sue patologie perché di queste fa parte proprio questo scollamento fra il terreno, autoreferenziale al limite dell’autismo, in cui si muove la politica e una società sempre meno civile.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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