Call center

Ragazze e ragazzi che hanno un titolo di studio, a volte anche una laurea, ma nessuna opportunità, se non i ”lavoretti” o impieghi in nero o andare via.

Obtorto Colle

Questa elezione presidenziale è così sofferta perché se B salisse al Quirinale, sarebbe la prima volta che un amico della mafia occupa la più alta carica dello Stato, infiltrandola. Se cade il Colle all’assedio mafioso che da tempo i boss stanno stringendo attorno alle istituzioni, cade il concetto stesso del primato della legalità, a causa di un presidente pregiudicato e colluso. Che ha dato dell’eroe a un mafioso come Mangano, per non aver collaborato con i magistrati. Dichiarazione che B fece su RaiDue il 9 Aprile del 2008, confermando con passione la stima già espressa verso lo ”stalliere” da Dell’Utri (7 anni per concorso esterno alla mafia e stretto collaboratore di B).

Borsa nera

Sarebbe troppo chiedere che il candidato al Quirinale si voti indicando – a pena di nullità – solo il suo nome e cognome? Sembra una richiesta ingenua, ma purtroppo ritornano in auge vecchi trucchi per ”tracciare” i votanti, giocando sulle combinazioni dell’indicazione (titolo prima del nome, solo iniziale del nome, cognome anteposto al nome, ecc.). 

Saccheggiatore sorridente

Come i boss che ha frequentato per anni, B. esige il ”baciamo le mani a Vossia” di Salvini e Meloni. Che vengono costretti a recitare la farsa della candidatura entusiasta e insistita offerta a Lui, che fa il riluttante, bisognoso di tempo per sciogliere la riserva. L’uomo convoca i suoi alleati nella sfarzosa Villa Grande – segno plastico di dominanza – per dimostrare che più del consenso politico, Lui conta sul consenso culturale. Ovvero la deferenza istintiva verso i ricchi da parte dei sudditi: proletariato da risse televisive, piccoli borghesi evasori e scaltri opportunisti rampicanti. 

Delfini e tacchini

Sono un repubblicano convinto e non mi interessa il gossip sui reali d’Inghilterra. Eppure, devo dare atto alla regina di aver anteposto l’interesse della nazione a quello della propria famiglia, inducendo alla deposizione nobiliare e militare il figlio – principe Andrea e duca di York – coinvolto nell’abuso di una minorenne. Da noi, un miliardario che faceva cene eleganti con minorenni, invece di essere isolato con altrettanto rigore, è stato difeso dalla propria famiglia politica, fino al degradante voto in Parlamento che accreditava una delle sue ragazze come nipote di Mubarak.

Composizione vs competizione

Dietro alle proposte di un Presidente donna non c’è solo l’esigenza di una parità di genere, ma piuttosto di nuove ”qualità politiche” presenti nel pensiero femminile. Infatti, mentre l’approccio politico maschile è condizionato dall’attitudine alla competizione con l’uso della forza, quello femminile – a causa del dimorfismo sessuale che ne determina una minore prestanza fisica – punta molto alla negoziazione, per anticipare e scongiurare il conflitto.