Articolo21: “nessun compromesso sulla libertà di informare”. Premiati alla Fnsi Gassman, Abbate, Barra, Di Mambro, Degli Esposti, Palazzetti, Noury, Gillio

premiazione gassmanAlla rete delle reti ho dedicato il mio intervento all’assemblea nazionale di ieri. E’ un’iniziativa importante, che mi auguro trovi accoglienza presso tutte quelle organizzazioni che si impegnano volontariamente nella difesa dei diritti dei più deboli. Per illuminare insieme le periferie, dell’Italia e del mondo. Per dare vita insieme a campagne sugli obbiettivi comuni. Cominciando, magari, con l’ospitare, ciascuna nel proprio sito, un link alle informazioni e alle iniziative delle altra. Alcune associazioni hanno già aderito durante la riunione di ieri. Ma una fondazione vera e propria avverrà solo tra qualche settimana, quando i rappresentanti si incontreranno e definiranno i dettagli tecnici di questa collaborazione. (nandocan)

***da articolo21, 14  dicembre 2014 – Una bella giornata quella di ieri 13 dicembre alla Fnsi. Dalle 10 alle 19:30 Articolo21 ha toccato vari argomenti delle sue campagne storiche e recenti in tre sessioni di lavoro. Rai e conflitto di interesse, diffamazione, la rete delle reti (un progetto per creare una rete di associazioni e siti internet per illuminare le periferie dimenticate, le campagne oscurate, i soggetti e invisibili). Un’iniziativa in nome di un’informazione libera, senza padrini né padroni e che non fa sconti ai governi di qualsiasi colore essi siano. Contro ogni forma di censura, bavaglio e manipolazione dell’informazione.
In chiusura Articolo21 ha consegnato i premi a otto personalità del mondo dell’informazione, della cultura, dello spettacolo, dell’associazionismo che si sono distinte per aver acceso i riflettori su soggetti meno privilegiati, diritti negati, infiltrazioni criminali…
I premi consegnati da Articolo21 in collaborazione con Fnsi, Inpgi, Casagit, Usigrai, Odg sono andati a:

ALESSANDRO GASSMAN (Attore)
Ha contribuito a sensibilizzare e a mobilitare l’opinione pubblica sulle campagne in favore dei diritti umani. Suo è il video “Sola andata”, un importante cortometraggio sulla tragedia degli sbarchi e dell’immigrazione, una denuncia forte sull’indifferenza strisciante.

LIRIO ABBATE (Giornalista)
Giornalista che da tempo denuncia la presenza di una piovra tutta romana. Sotto scorta per le minacce di morte subite ha svelato coraggiosamente gli intrecci tra politica, affari e criminalità organizzata, nella Capitale e non solo.

GRAZIELLA DI MAMBRO (Giornalista)
Per la passione civile e il coraggio di giornalista nello scrivere di tutti i più importanti fatti di cronaca legati ai processi e alle infiltrazioni criminali contrastando in particolare il malaffare nella provincia di Latina. Senza mai farsi intimidire.

FRANCESCA BARRA (giornalista)
“Ho un’ambizione perversa: dedicare la mia vita, il mio lavoro, contro ogni forma di discriminazione, di razzismo, di odio…”. Lo ha scritto all’indomani degli insulti e delle minacce ricevute per aver difeso i rom. Così parla una giornalista sensibile e con la schiena dritta

CARLO DEGLI ESPOSTI (produttore televisivo e cinematografico)
Uno dei più sensibili produttori italiani, da sempre schierato sul fronte della qualità e della promozione di temi, autori e realtà troppo spesso trascurate o cancellate. Sua è la serie tv “Braccialetti rossi”, una storia di amicizia, valori e vita, una favola moderna sulla forza della condivisione

TITTI PALAZZETTI (sindaco di Casale Monferrato)
Per la sua battaglia instancabile di verità e giustizia insieme alla comunità di Casale Monferrato e all’ex sindaco Riccardo Coppo recentemente scomparso. Per quello che ha fatto e per ciò che farà per la sua città. Una battaglia che ci riguarda tutti.

RICCARDO NOURY (Portavoce Amnesty Italia)
Per l’impegno diretto e attraverso i suoi scritti sul tema dei diritti umani, contro la pena di morte e la tortura. Per le sue battaglie per il riconoscimento dei diritti civili e della libertà di informare sempre, dovunque e comunque

GIAN MARIO GILLIO (direttore rivista “Confronti”)
Direttore della rivista Confronti, storico punto di incontro tra credenti, diversamente credenti e non credenti. Un giornalista sempre in prima fila contro le censure, i bavagli e le manipolazioni dell’informazione politica, economica e religiosa.

Grazie a tutti!

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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