Affidate Berlusconi a Media Initiative

Berlusconi affidamentoDal sito “The european initiative for media pluralism”.

“Berlusconi ai servizi sociali? Gentile magistrato di sorveglianza, lo affidi a noi”. E’ l’istanza che European Alternatives e Alliance Internationale de Journalistes rivolgono ai magistrati che dovranno decidere sull’eventuale affidamento ai servizi sociali di Silvio Berlusconi.

Le due organizzazioni hanno dato vita all’Iniziativa dei Cittadini Europei per il Pluralismo dei Media (www.mediainitiative.eu) che chiede alle Istituzioni Europee di dotarsi degli strumenti legislativi necessari per intervenire in modo vincolante in quei paesi membri dell’UE, dove si verificano delle evidenti violazioni al diritto ad un’informazione libera e plurale, così come sancito dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE.

La richiesta è congruente con quanto prevede la normativa sull’affidamento ai servizi sociali, che pone l’accento sul carattere rieducativo e di reinserimento del condannato, in relazione alla natura del delitto compiuto. “Offriremo a Berlusconi la possibilità di redimersi attraverso l’autentica espiazione delle sue colpe – dichiarano Lorenzo Marsili e Giovanni Melogli – potrà rendersi utile, in una nemesi perfetta, in iniziative europee volte a tutelare la libertà e il pluralismo dell’informazione “.

“Siamo certi che la sua esperienza si rivelerà preziosissima per capire meglio le dinamiche che conducono alla concentrazione dei media, e risulterà anche estremamente utile per l’elaborazione di norme efficaci contro  i conflitti d’interesse tra media e politica.” Ufficio Stampa Media Relations Iniziativa dei Cittadini Europei per il Pluralismo dei media a.torchiaro@euroalter.com Aldo Torchiaro – 06 88654110 Roma, 31 marzo 2014

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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