Abbracci, baci e carezze: forze dell’ordine, dimostranti e media nei conflitti di piazza

LSDI propone un breve saggio di “Culture visuelle” che consiglio a tutti, in particolare a colleghi giornalisti, fotografi e operatori, di leggere integralmente (nandocan)
***** LSDI | 26 maggio 2014 – Culture1Le immagini di alcuni momenti degli scontri fra polizia e manifestanti in Italia è lo spunto da cui parte  Ulrike Lune Riboni per sviluppare – su Culture Visuelle –  un’analisi sulle letture ideologiche che portano quelle foto. In particolare, dell’ uso per molti versi ‘pacificatorio’ e anticonflittuale che i media fanno di quelle foto, costruendo dei racconti forzati, che in qualche caso gli autori o i protagonisti di quegli scatti sono riusciti a sbugiardare.  Riboni parte dalla foto di un giovane che copre col proprio corpo una ragazza per difenderla da eventuali calci di un agente.  

   L’étreinte, le baiser et la caresse

di Ulrike Lune Riboni  (da Culture Visuelle)

Atto primo: l’abbraccio

Qualche settimana fa, una foto scattata a Roma durante il corteo del 12 aprile, scatenava decine di articoli e commenti tra stampa e social network italiani.

La foto è molto ben costruita perché lascia apparire la minaccia potenziale – incarnata da quella gamba pesantemente attrezzata – in primo piano e al centro, e crea un contrasto efficace con la mano che appare minuscola. Molti giornali fecero i titoli sull’ “abbraccio per proteggere la ragazza’’ e si emozionarono di questo gesto amoroso ed eroico, raggiungendo, nel caso de La Repubblica un registro quasi lirico….

leggi tutto

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

gtag('config', 'GTM-K2KB4MR', { 'send_page_view': false });
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: