A Raffaele Fitto

Fitto RaffaeleRicevo da Adriano Colafrancesco e volentieri pubblico:

Caro Raffaele Fitto,

prendiamo spunto dalla ultima esternazione televisiva – la sua, di ieri sera da Fabio Fazio, che fa seguito a tutte quelle dei suoi compagni di partito, in  tutti i tiggì e in tutte le telemarkette in onda quotidianamente sull’intero sistema televisivo italiano – per invitarvi, non senza documentata motivazione, a farla finita con la vostra colossale e menzognera “barzelletta” – o, se preferisce, “poesia imparata a memoria” – dei 10 milioni di italiani che hanno votato Berlusconi!

Gli italiani sono molto meno ingenui di quello che potete supporre, in virtù della vostra arrogante supponenza.

Berlusconi – crimine in assoluto più grave di tutti i crimini per cui è inquisito, indagato o condannato – ha letteralmente RUBATO i voti degli italiani con la strumentalizzazione della televisione privata

Mike Bongiorno e Raimondo Vianello

https://www.youtube.com/watch?v=NATHVoXTS08

e di quella pubblica

Tg Monitor – 26 giugno 2011

https://www.youtube.com/watch?v=cU7beN9l5ZM

comperando, grazie al controllo di entrambi, tutto e il contrario di tutto, fino a interi partiti politici

Fideiussione Lega Nord

https://www.youtube.com/watch?v=e55hqYqiCaM

per tenere in piedi l’esercito di “frodatori della buona fede pubblica” che lei degnamente rappresenta.

Di queste malefatte, stia pur certo, renderete conto al Paese intero che più passa il tempo e più vede crescere il desiderio di giustizia!

Ci pensi bene e non sottovaluti!!

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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