8 dicembre: auguri a tutti!

Pd bandiere

Mi associo agli auguri indirizzati da Piero Filotico a tutti i candidati e a tutti noi che andremo a votare domani. In particolare agli amici e compagni del mio circolo, la gloriosa sezione di via dei Giubbonari (nandocan)

da Piero Filotico, 7 dicembre 2013 – Auguri a tutti quelli che si accingono ad andare a votare domenica 8 dicembre per le Primarie del Partito democratico. Auguri di ritrovare una  scintilla di entusiasmo a chi è ancora in dubbio e soprattutto auguri di cambiare idea a quelli che hanno deciso di non votare: la Primarie rappresentano un  grande esercizio di democrazia, respingere questa occasione è come rifiutare di far parte di una comunità.

Voglio fare poi gli auguri al circolo dove mi sono iscritto sei anni fa, quello di Ponte Milvio, un circolo storico che aveva Enrico Berlinguer tra i suoi militanti. E’ vero, quel giorno che ho preso la tessera erano ben altre le speranze:  ma nel dialogo civile, nel confronto laico delle idee che è patrimonio prezioso e irrinunciabile di quel luogo, riesco sempre a ritrovare il senso di quei momenti e ricominciare ogni volta, nonostante tutto.

Auguri al Partito democratico di trovare il leader che lo riporti ad essere il partito-guida della nazione, che gli faccia ritrovare lo spirito e gli ideali che portarono alla sua fondazione. Gli auguro  di cuore che correnti e fondazioni spariscano dalla scena, che vecchi scaldapoltrone e giovani arrivisti senza meriti sloggino al più presto, che documenti basilari come il Manifesto dei Valori e il Codice Etico siano la traccia quotidiana affinché militanti, iscritti, dirigenti, funzionari, eletti ne siano sempre degni.

E ora auguri ai candidati (secondo l’ordine della scheda elettorale).
Sono le nostre speranze di noi elettori della sinistra, ancora vive malgrado amarezze e delusioni non ci siano state risparmiate.

Gianni Cuperlo auguro di mantenere l’autonomia e la popolarità che si è guadagnato dopo anni di disciplinato silenzio. Gianni è una persona che stimo ed al quale posso solo rimproverare l’eccessiva modestia e quell’esagerato senso della gerarchia che gli fece rispondere anni fa – a chi lo sollecitava (io tra questi) ad avere un ruolo più significativo  – che lui si considerava solo un funzionario di partito. E’ stato uno sbaglio, Gianni. Pensa quanto avremmo guadagnato tutti dalla tua competenza e dalle tue riflessioni. Forse ti saresti anche liberato da quelle consuetudini da vecchia politica che nel frattempo si sono accumulate incrostandosi e ti hanno oggi indotto –  mi piace pensare controvoglia – ad accettare qua e là candidature di usurati arnesi della politica che poco hanno a che spartire con le tue idee. Ad ogni modo, in bocca al lupo.

Matteo Renzi i miei complimenti prima ancora degli auguri per essersi saputo liberare di quell’antipatico e stentoreo ‘signori!’ da piazzista televisivo con cui si rivolgeva di tanto in tanto all’uditorio. Gli auguro ora di eliminare dai suoi discorsi i frequenti riferimenti alla sua attuale esperienza: dice troppo spesso ‘io come sindaco di Firenze’ facendo nascere il sospetto che la sua visione del mondo si riduca a quella splendida città.

Anche a lui rivolgo l’augurio di saper scegliere meglio i prossimi candidati, la prossima volta: tanto per fare un solo esempio, qui a Roma il posto di capolista a Montino, l’ex capogruppo del Pd alla Regione, non è stato considerato un bel segnale di nuova politica.

Auguro a Renzi che in futuro sappia anche selezionare meglio le amicizie: Certo, gli amici non si discutono, ma un personaggio pubblico deve stare attento anche a questi aspetti e Briatore, Rutelli, la Binetti – per fare un esempio, eh – non sono proprio dei catalizzatori di simpatia. A maggior ragione gli auguro di selezionare, per quanto possibile, i sostenitori, specie quelli del genere ‘saltatori sul carro’ come Franceschini, Latorre, Boccia, Bassolino e via dicendo e che non gli salti più in mente di sostenere un Family day con Giovanardi. Soprattutto, (soprattutto!) di non accettare più inviti in una qualsivoglia Arcore.

Auguri a Matteo Renzi di essere meno diplomatico su argomenti importanti e delicati come il testamento biologico, i matrimoni egualitari, le adozioni da parte dei gay: sono ormai normale amministrazione nelle democrazie avanzate. E anche di essere più deciso su  questioni spinose come quella della  Cancellieri, contro lo spreco degli F35, l’assurdità della TAV, il consumo scriteriato del territorio. Lo so, si corrono i rischi di suscitare l’opposizione dei grandi interessi. Ma un politico ambizioso che vuole rinnovare il partito e l’Italia qualche rischio deve pur correrlo.

Ancora auguri a Matteo perché ritrovi l’amore per la Costituzione: mi è dispiaciuto non vederlo in piazza il 12 ottobre. E ancora auguri affinché guardi un po’ di più a sinistra: i tre milioni e passa di voti persi a febbraio e tutti gli altri persi prima sono la vera e genuina forza del Pd, sono quelli che si devono recuperare per primi e molto prima di rivolgersi ai democratici di destra (ma ce ne saranno più di tre milioni?). Lasci che vengano da soli, che bisogno c’è di andarli a cercare? Per fare nuove intese? Non ci sono bastate quelle che hanno fatto Letta e Napolitano?

E poi, caro Matteo, (posso darti del tu?) ricordati qualche volta dei militanti e degli iscritti. Un proverbio cinese dice che quando vai a prendere l’acqua al pozzo devi ricordarti di chi l’ha scavato. Io aggiungo che devi ricordarti anche di quelli che l’hanno avvelenato, quei 101 che hanno mortificato e umiliato il nostro popolo e insultato la figura di Romano Prodi. Al quale non sarebbe male rivolgessi almeno una volta un pensiero grato.
Comunque in bocca a lupo anche a te.

Anche a Pippo Civati faccio tanti auguri. Di mantenere sempre quella coerenza che è virtù di pochi, in questo disgraziato Paese. Gli auguro di riuscire a realizzare la sua visione del Partito democratico e della nuova Italia. Di continuare ad avere il coraggio delle sue idee, a qualsiasi costo, di riuscire a espellere quei 101 indegni del voto degli elettori, di conservare la serena certezza che è sempre possibile cambiare le cose, cambiandole.  Perché, come ha scritto Josè Marti, le cose cambiano quando c’è un popolo e quando c’è un leader.
Auguri di essere tu quel leader, Pippo.

Domenica 8 dicembre: ancora auguri a tutti.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: