Passano i nazareni…

Quello che la senatrice Lucrezia Ricchiuti non spiega è se gli emendamenti presentati dai capigruppo avevano o no il consenso della minoranza non civatiana del suo partito e quale sarebbe comunque la reazione dei suoi principali esponenti a questo ennesimo colpo di mano dei nazareni (nandocan).

Ricchiuti Lucrezia***dalla pagina facebook di Lucrezia Ricchiuti, 13 giugno 2015 – Stasera è successa una cosa gravissima in Senato. Alle 20 scadeva il termine per presentare gli emendamenti alla legge elettorale. Serve una breve premessa per comprendere meglio.
Nel mese di dicembre, finite le audizioni e le discussioni in commissione affari costituzionali sulla legge elettorale (relatrice Anna Finocchiaro) era stato fissato il termine per la scadenza degli emendamenti. Come ricorderete ne erano stati presentati una valanga, soprattutto dalla Lega Nord. Con una forzatura senza precedenti da parte del Governo, il 23 dicembre si è voluto, alle 7,30 di mattina, dopo una nottata passata a votare la legge di stabilità, incardinare la legge elettorale in aula, nonostante i lavori in commissioni non fossero terminati.

Questo tecnicamente significa che la proposta di legge votata alla Camera arriva con il testo originario senza relatore direttamente in aula. Gli emendamenti presentati originariamente in commissione non hanno più valore e i senatori possono ripresentarli entro un termine fissato per oggi alle 20.
E veniamo alle vicende odierne
Pochi minuti prima delle 20 alcuni capigruppo, tutti di maggioranza più Forza Italia hanno presentato tre maxi emendamenti che, con una procedura mai vista soprattutto per quello che riguarda la legge elettorale, tutelata costituzionalmente, fanno decadere automaticamente tutti gli emendamenti presentati dai senatori.

Il Presidente del Senato, utilizzando le sue prerogative e rifacendosi artificiosamente agli art. 100 e 102 ( tutto da verificare) del regolamento del Senato, ha concesso un termine per i sub emendamenti: tre ore cioè le ore 23.
Peccato che nessun senatore è stato avvisato dai capigruppo, ma nemmeno tutti i capigruppo sono stati avvisati, vedi per esempio Sel.
Quello che è successo è gravissimo e intollerabile: se l’avesse fatto Berlusconi il Senato sarebbe stato preso d’assalto dal Pd.
Ci sono state tolte le nostre prerogative di parlamentari, sono state calpestate le più importanti regole democratiche. Questo Governo ha perso la testa, deve rispettare a tutti i costi il Patto del Nazareno e regalare a Berlusconi la legge elettorale che lui vuole altrimenti non c’è accordo sul nuovo Presidente della Repubblica. Il Governo sta sostituendosi piano piano al Parlamento con un’arroganza mai vista. Una vergogna per il popolo italiano.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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