3500 giovani voci di pace nelle trincee della grande guerra. Al via il Meeting di Pace

***da articolo 21, 17 aprile 2015 – Ci sarà anche Articolo21 al Meeting di pace che si apre venerdì 17 aprile a Udine. “Diciassette laboratori di pace – scrive in una nota il Comitato promotore – e nelle trincee della prima guerra mondiale, una marcia per la pace e una grande assemblea nel castello che fu il quartier generale delle forze armate nella Grande Guerra. 3500 giovani studenti, insegnanti, amministratori locali, animatori culturali, giornalisti, scrittori, genitori, cittadini e istituzioni. 90 scuole, 68 città, 15 regioni, oltre 200 istituzioni, associazioni e organizzazioni coinvolte.

Sono i numeri del Meeting di pace nelle trincee della prima guerra mondiale che si apre domattina a Udine. Numeri importanti che descrivono un evento unico. #Quisifalastoria è uno degli slogan coniati a ragione dai giovani che da questa notte si sono messi in viaggio verso il Friuli Venezia Giulia. Una storia profondamente diversa da quella che esattamente 100 anni fa, il 24 maggio 1915, vide l’Italia dichiarare guerra all’Austria.

“Cento anni fa nelle trincee del Carso, dell’altipiano di Asiago e delle cime dolomitiche si udivano solo le voci delle armi, ha scritto in un messaggio al Meeting di pace Franco Marini, presidente del Comitato per il centenario della grande guerra.  Lì dove un secolo fa giovani e giovanissimi hanno combattuto e sono caduti sotto le rispettive bandiere, lì dove il sangue e la morte sono stati i padroni assoluti per tre anni  voi portate tantissimi giovani già impegnati in programmi di educazione alla cittadinanza democratica e in percorsi di pace affinché la conoscenza ed il ricordo accrescano il loro desiderio e la loro determinazione a edificare un futuro di pace, giustizia, libertà.”

Il comitato promotore del Meeting lancia un nuovo appello alla stampa e ai responsabili di tutti i mezzi di comunicazione: Non lasciamoli soli!!!

Venite a vedere e ad ascoltare questi ragazzi e ragazze. La loro voce e il loro impegno per la pace sono un urlo contro l’indifferenza e il cinismo che circonda le troppe tragedie del nostro tempo e un invito a fare i conti con le nostre responsabilità”.

Quattro i momenti principali della giornata del venerdì 17 aprile:

Ore 10.00 – 13.00 Laboratori di pace

Ore 12.00 La buona scuola è una scuola di pace – Il Meeting incontra la stampa – Salone del Popolo a palazzo D’Aronco (via Lionello, 1)

Ore 15.00 Partenza della Marcia per la pace da Piazza XXVI Luglio

Ore 16.00 – 18.00 Assemblea plenaria nel Castello di Udine

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Per info: Comitato promotore Meeting di Pace
Amelia Rossi 335 1401733
email: stampa@perlapace.it

www.lamiascuolaperlapace.itwww.perlapace.itwww.cittaperlapace.it

Comune di Udine – Ufficio Stampa
Stefano Zucchini  tel. 0432-271603/ 0432-271686 – fax 0432-271747
e-mail  ufficio.stampa@comune.udine.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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