Scuola e antiscuola

Da Costituente Terra, 14 febbraio 2020 – Quella che comincia il 21 febbraio alla Biblioteca Vallicelliana è una scuola sui generis, ma è anche un’antiscuola, perché non solo si tratta di pensare, argomentare ed apprendere, ma anche di prendere le distanze da culture obsolete e regressive, e di disimparare arti nefaste che abbiamo fin troppo bene imparato, a cominciare dall’arte della guerra.
L’inaugurazione della Scuola sarà preceduta mercoledì 19 febbraio alle ore 11,30 all’Associazione Romana della Stampa Estera da una conferenza stampa a cui parteciperanno l’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida,  Luigi Ferrajoli, Grazia Tuzi, Paolo Maddalena e Raniero La Valle.
Il programma dell’assemblea del 21 febbraio prevede un’introduzione della direttrice della Biblioteca Vallicelliana Paola Paesano che metterà in connessione “una scuola, una biblioteca, un’idea”, una relazione di Raniero La Valle dal titolo: “Chiediamo al pensiero. Le ragioni di una scuola” e una lectio magistralis di Luigi Ferrajoli sul tema: “Perchè una Costituzione della Terra”.
Seguirà nel pomeriggio, alle 15, la prima assemblea dell’Associazione promotrice della Scuola della Terra, assemblea di cui questa lettera rinnova la convocazione. Essa ha all’ordine del giorno “gli scopi, gli strumenti, le cattedre di salvataggio, lo Statuto, le cariche sociali, il come decidere, che cosa sperare”.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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