NOTE D’ESTATE

Con l’arrivo dell’estate, nandocan magazine 1 limiterà anche quest’anno gli aggiornamenti a delle brevi note, che riprodurranno in parte, qui di seguito, gli interventi sulle pagine Facebook. Ringrazio tutti gli amici per l’attenzione e la collaborazione che spero continueranno anche nei prossimi mesi. Buona estate e buone vacanze a tutti (nandocan)

22 luglio 2019 – Ilvo Diamanti uno e due. Il primo è l’analista scrupoloso che da conto del risultato inequivocabile dei sondaggi e ne trae le doverose conclusioni. “La Lega sale ancora nelle stime di voto. Oltre il 35%. Mentre la fiducia personale nei confronti di Salvini resiste, su livelli molto elevati”. Il secondo è il collaboratore fisso di Repubblica che subito dopo accetta di reinterpretare tutto alla luce del contesto giornalistico in cui si trova fino a farsi assegnare un titolo che risulta assai più coerente con le già note tesi del quotidiano che con l’analista statistico. “Solo Salvini è il nemico di Salvini”. E subito dopo aggiunge: “Rischia di apparire non più un uomo forte ma un uomo e un politico come gli altri”. Soltanto dopo si contraddice con i sondaggi di cui sopra. Bah. Sono anch’io di sinistra e più ancora degli editorialisti di Repubblica lontano dalle posizioni dei leghisti, ma sono anche un giornalista professionista convinto che i fatti vadano distinti e non confusi con le opinioni.

1 luglio 2019 – SONDAGGI E COSTITUZIONE. L’azionista di maggioranza del governo Conte non è Salvini come la raccontano quotidianamente i giornali. A furia di anticipare l’esito di elezioni formali sulla base di sondaggi o del risultato di altre elezioni finiremo col tradire la Costituzione negando abusivamente specificità ad ogni istituzione, esautorare definitivamente la democrazia formale e avvilire, scontando il voto dei cittadini, anche la democrazia sostanziale.

22 giugno 2019EVASORI IN CONTANTI. Michele Serra nell’Amaca di oggi (Repubblica del 22 giugno) riscopre, come in tanti facciamo ad ogni rivelazione statistica, che “l’economia in nero deruba quella in chiaro, il denaro non trattabile appaia e forse soverchia quello tracciabile. E se è vero che l’evasione ammonterebbe a circa 150 miliardi all’anno, ci si domanda quale altro macro-dato possa lontanamente competere con questo, come termometro della nostra malattia, che è la non equità”. Giusto, un termometro che misura anche la qualità dei programmi e degli adempimenti dei nostri governi, nessuno dei quali – a cominciare da quello di Renzi che mi pare abbia anzi fatto il contrario – provvede ad abbassare la soglia legale delle transazioni in contanti,  così che finalmente appaia anche sui conti bancari il denaro pagato o incassato  da milioni di cittadini evasori.  

21 giugno 2019 – LA BANCA SU FACEBOOK. C’era una volta che decisioni di grande impatto come questa non venivano prese al di fuori della politica e delle istituzioni, o sbaglio? Perché la “libra” non sarebbe come bitcoin, non si prospetta come una criptovaluta fra tante. A preoccupare è il peso economico e finanziario dei grandi gruppi multinazionali coinvolti, da eBay a Vodafone, da Uber a Visa, a Paypal. Non credo di essere il solo a pensare che prima della sua entrata in vigore nel 2020, non solo il congresso americano ma anche il parlamento italiano e quello europeo dovrebbero prendere qualche appropriata misura al riguardo. O finiremo per affidarci ai social anche per questo?

17 giugno 2019 – LIBERTÀ CONDIZIONATA. Anche se le neuroscienze sembrano aver dimostrato che il libero arbitrio nel “qui e ora” non esiste perché ognuno sceglie sempre inevitabilmente quello che è indotto a scegliere dal suo DNA e dalla sua personale esperienza, rimane comunque una libertà “oggettiva” costituita dalla quantità di opzioni offerte al singolo e alla comunità dall’ambiente culturale e sociale. E il “pensiero unico” può avere facilmente la meglio in  presenza di un basso livello di conoscenza e scarso pluralismo dell’informazione. E’ principalmente da questi due fattori che dipende la qualità civile e democratica di una popolazione, molto più che dalle norme di legge o dall’operato dei politici. Ovvietà, direte, così come ovvio appare l’antico detto popolare “chi ha più giudizio l’adopri”. Provare a metterlo in pratica anche quando tutto congiura per impedirlo è la sola responsabilità che abbiamo verso gli altri e verso noi stessi.

16 giugno 2019 – LA CRICCA. La cricca, il familismo amorale è la piaga principale da cui la società e la politica italiana devono liberarsi. Luca Lotti (braccio destro ed ex sottosegretario di Renzi a Palazzo Chigi, intercettato mentre brigava di notte con Palamara e altri del CSM per la nomina a Roma di un procuratore “amico”) scrive al segretario del Pd Zingaretti:”va bene, io mi tiro fuori e finiamola con il festival dell’ipocrisia”. Però resta nel gruppo parlamentare del Pd e con lui anche l’altro indagato, Cosimo Ferri, addirittura nella commissione giustizia. Ma chi vogliono prendere in giro, il partito o gli elettori?

13 giugno 2019 – COSA ASPETTANO GLI EVASORI.  L’esercito di evasori fiscali che tiene in stato di soggezione l’economia italiana se ne frega della rituale dichiarazione di lotta da parte dei partiti al governo se, come quasi sempre accade, non è accompagnata da una politica fiscale coerente. Oggi temono soltanto due misure da parte dello Stato: l’imposta patrimoniale e il divieto di pagare in contanti con una soglia inferiore a quella in vigore. Gradirebbero invece tantissimo l’ennesimo condono che consenta di riportare gratis o quasi i milioni che hanno nascosto nei paradisi fiscali. Se Salvini e il governo li accontentano sappiamo anche da che parte stanno.

10 giugno 2019 – SEDUZIONE – Ci sono ancora milioni di cittadini che non essendo in grado di valutare politicamente un leader se ne innamorano e lo difendono ferocemente sui social fino a quando si sentiranno traditi. Come è capitato con Renzi, capita oggi con Di Maio e capiterà domani con Salvini. All’amore non si comanda se non con la seduzione. Battere quest’ultima con l’informazione e la buona politica è il solo rimedio che offre la democrazia. In mancanza del quale prima o poi anche la democrazia dovrà essere aggiornata

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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