Giovedì

***di Massimo Marnetto, 5 febbraio 2019 -Se la giovane svedese Greta Thunberg ogni venerdì non va a scuola per scioperare contro l’inquinamento, da noi i ragazzi dovrebbero assentarsi ogni giovedì per protestare contro l’innalzamento del debito pubblico. Perché è una tassa sui giovani, che da adulti, dovranno ripagare.

Eppure, nel reperimento dei fondi per le spese dello Stato e per le manovre dei Governi si continua ad ampliare la massa debitoria, piuttosto che recuperare l’enorme evasione fiscale. Tutti sanno che questo è un furto di futuro, ma nessuna forza politica vuole inimicarsi gli elettori-evasori, perché sono tanti, potenti e ormai votano solo quelli che aprono loro scappatoie fiscali, tengono bassa l’aliquota per le grandi ricchezze e l’efficienza dei controlli sulle frodi.

Così, si prendono i soldi dei ragazzini, tanto quando se ne accorgeranno, gli ingordi se li saranno già mangiati. E questo è vergognoso. Nella sala del Consiglio dei Ministri, ci vorrebbe un seggio permanente per il Garante dei giovani, in modo che possa difenderli nel varo delle finanziarie da questa “pedo-razzia”.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

One thought on “Giovedì

  1. Evasione fiscale e contributiva = 75/80 MILIARDI ANNUI DI INTERESSI sul debito che non fanno che aumentare un debito pubblico destinato a pesare sulle spalle dei nostri figli e nipoti. Questa equazione, che porta al fallimento del paese, può e deve essere risolta applicando l’articolo 53 della Costituzione!*
    *Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti