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La battaglia fiscale inaugura il 2019

***di Livio Zanotti, 10 gennaio 2018 –  In Italia e in Europa la parola “patrimoniale” attraversa in semi-clandestinità la vigilia elettorale in atto, ma il dibattito sulle politiche fiscali è già incandescente negli Stati Uniti e in America Latina, in Messico, in Brasile, in Argentina. Trascurati dai sovranisti, i debiti sovrani che assillano più o meno l’intero Occidente e ne condizionano la ripresa economica alimentano nondimeno un aspro dibattito sulla necessità di urgenti riforme fiscali. La web-tax è l’hit ineludibile su cui si esercitano gli specialisti d’ogni latitudine, con più finte che stoccate. Ma il nodo più difficile da sciogliere è la progressività da applicare ai grandi redditi, per ridurre l’esasperata polarizzazione prodotta dalle continue riduzioni d’imposta che li hanno favoriti negli ultimi trent’anni.

La polemica in proposito ancora vibrante negli Stati Uniti e ripresa da Paul Krugman sul New York Times, si presenta esemplare. Il famoso premio Nobel per l’economia commenta all’acido solforico il massiccio, feroce e truffaldino attacco scatenato dalla destra -parlamentari repubblicani e attivisti dei tea-parties su stampa e social-media- contro la neo-eletta deputata della sinistra democratica Alexandria Ocasio- Cortez. Accusata d’ignoranza e di peggio per aver dichiarato la necessità di tornare a un massimo d’imposte tra il 70 e l’80 per cento sui redditi più alti. Un livello analogo a quello vigente dal secondo dopoguerra agli anni Settanta, il periodo più florido dell’economia degli Stati Uniti.

Per screditarla hanno perfino diffuso in rete un vecchio video spacciato per nuovo, al fine di presentare una bella ragazza che balla in una festa studentesca come una parvenu che dissacra la solennità della Camera dei Rappresentanti. Cosa di più trito e losco che convocare la morbosità del pregiudizio diffidente e diffuso verso un’ attraente giovane non di pelle bianca, che ha fatto la cameriera per mantenersi all’università di Boston di dove è uscita laureata in microbiologia? Smascherata da più parti, l’imboscata si è però rovesciata contro quanti avevano ordito il falso. Non senza sarcasmo, Krugman si dichiara testimone tanto dello scrupolo con cui la deputata si era informata prima di presentare la proposta, quanto della sua ragionevole e necessaria efficacia.

Risulta che a sostenerla ci sono Peter Diamond, anch’egli premio Nobel, che Krugman definisce il massimo esperto del mondo in Finanza Pubblica (“sebbene i repubblicani gli abbiano impedito di far parte del Consiglio della Riserva Federale, sostenendo che si trattava di persona non qualificata…”). In collaborazione con Emmanuel Saez, esperto tra i più accreditati in materia di disuguaglianze, Diamond ha fissato nel 73 per cento il livello di prelievo ottimo. Che Christine Romer, ex presidente del comitato dei consiglieri economici di Barack Obama, vorrebbe invece oltre l’80 per cento affinchè produca interamente gli effetti desiderati. Kruger non si risparmia neppure esemplificazioni tecnico-matematiche per far intendere chi siano qui i veri e pericolosi ignoranti.

Ildiavolononmuoremai.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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