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Liceali israeliani a Netanyahu, no all’occupazione ingiusta

***da RemoContro, 28 dicembre 2017 – Sessantatrè liceali israeliani in età di arruolamento hanno inviato una lettera collettiva al premier Benyamin Netanyahu, al ministro della difesa Avigdor Lieberman e al ministro dell’istruzione Naftali Bennett informandoli che si rifiuteranno di arruolarsi in sostegno alla aspirazione dei palestinesi all’indipendenza nazionale. Lo riferisce il quotidiano israeliano Yediot Ahronot e lo rilancia da Tel Aviv l’agenzia Ansa.

«Il nostro esercito – scrivono – attua una politica governativa razzista, che infrange i diritti umani elementari e che (nei Territori, ndr) applica leggi distinte per gli ebrei e per i palestinesi».
«Abbiamo dunque deciso – proseguono – di non prendere parte all’occupazione militare e alla repressione del popolo palestinese. Da 50 anni prosegue questa situazione definita ‘temporanea’, e noi non potremmo assecondarla».

Tra i promotori dell’iniziativa c’è Hilal Grami, studente dell’yishuv Yodefet. A Yediot Ahronot Grami ha detto che non teme le conseguenze pubbliche per il suo gesto: «La pubblicazione di questa lettera è molto più importante della reazione che riceverò dalle persone che trovano difficile sentire queste idee». Il giornale israeliano precisa che, a causa del suo rifiuto al servizio di leva che in Israele è obbligatorio per uomini e donne, uno dei firmatari, Matan Helman, 20 anni, è già stato recluso in un carcere militare.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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