L’ex premier del Qatar: Califfato creatura Usa&Co anti Assad

Lo sapevamo ma questa è una conferma importante. L’ex primo ministro del Qatar, Sheikh Hamad bin Jassim bin Jabr Al-Tani, ha rivelato in Tv che i gruppi radicali islamici operanti in Siria fin dall’inizio della crisi nel 2011 sono stati armati in chiave anti Assad dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dalla Turchia.(nandocan)
***da RemoContro, 10 novembre 2017 – Sino a ieri Sheikh Hamad bin Jassim bin Jabr Al-Tani, e non puoi omettere nessuno degli otto pezzi di nome altrimenti sbagli persona, è stato autorevole personaggio di forte credibilità internazionale, vedi la foto di copertina con l’allora segretario di Stato Usa, John Kerry e molte altre possibili coi potenti del mondo.
Ed premier del Qatar ed ex ministro degli esteri dell’emirato, se vi pare poco.
Ieri, Sheikh Hamad bin Jassim bin Jabr Al-Tani, ospite in una tv del ricchissimo piccolo stato arabo, ha rivelato che i quattro principali sostenitori della opposizione armata siriana e dei gruppi radicali islamici operanti in Siria fin dall’inizio della crisi nel 2011 sono stati armati e sotto il diretto comando degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita, del Qatar e della Turchia.L’obiettivo della guerra provocata dai quattro stati era allora e rimane probabilmente oggi il rovesciamento del governo indesiderato in Siria del presidente Bashar Assad in Siria. Posizione politicamente pubblica e nota. Ma Al-Tani ha tenuto a precisare, forse a garanzia di vita sua, che Doha possiede documenti e ufficiali che confermerebbero direttamente le sue parole.
Dettaglio operativo: all’inizio, Washington, Riyadh e Doha, nonché Ankara, erano tutti insieme in un’unica “trincea”, coordinando tra di loro tutte le azioni militari in Siria.
L’affermazione diventa risposta al recente cambiamento di atteggiamento da parte dei rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita nei confronti dell’ex alleato, con loro ad accusare divenuto l’emirato troppo amico dell’Iran, di aver finanziato lo Stato islamico e Al-Qaeda. Ma Doha non era sola.
La dichiarazione di Al-Thani è decisamente grave. In che maniera reagiranno gli Stati Uniti? Se lo chiede la stessa agenzia russa Sputnik nel rilanciare la notizia, sfuggita all’attenzione della stampa occidentale. Strano vero? Washington probabilmente impegnata a mettere a tacere questa storia, sospetta Mosca con qualche ragione.
«Gli Stati Uniti faranno finta che non sia accaduto nulla, perché controllano una parte significativa dello spazio dei media, compreso quello europeo. Quanto al primo ministro in pensione, d’ora in poi dovrà guardarsi le spalle: ora è in pericolo mortale. È nello stile dei rappresentanti della CIA organizzare una condanna a morte per una lingua lunga». Testuale da una agenzia di stampa internazionale di un certo peso.Reazione meno cruenta, la ‘sputtanamento’ (letterale da tecniche spionistiche). Da attendersi notizie che screditeranno l’ex primo ministro del Qatar, dice l’esperto. Nonostante l’ex primo ministro del Qatar sia uno degli uomini più ricchi del mondo. Per lui, se gli andrà bene, una immagine degradata: «un idiota o un malato mentale».

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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