Premio Morrione. Una serata dedicata a Mauro Rostagno

Torino, 22 settembre 2017 – L’Associazione Amici di Roberto Morrione e Libera Piemonte organizzano a Torino venerdì 29 settembre, dalle ore 20.30, una serata dedicata alla figura di Mauro Rostagno, sociologo e giornalista assassinato dalla mafia il 26 settembre 1988 a Valderice in provincia di Trapani a causa della sua attività di inchiesta giornalistica.

L’incontro sarà moderato da Lorenzo Frigerio, coordinatore di LiberaInformazione, e vi prenderanno parte Enrico Deaglio, giornalista e scrittore e Mara Filippi Morrione, portavoce dell’associazione Amici di Roberto Morrione.

Durante la serata verrà proiettata l’inchiesta giornalistica “I depistaggi del caso Rostagno” di Davide Pecorelli e Simone Bauducco prodotta da Libera Piemonte e pubblicata da Repubblica.it.

Con questa iniziativa, che si svolge a pochi giorni dal 29′ anniversario della morte di Mauro Rostagno, Libera Torino e l’associazione Amici di Roberto Morrione vogliono ricordare la storia di questo giornalista dalla schiena dritta e approfondire i depistaggi che hanno cercato di oscurare la verità sul suo assassinio. A volere la sua eliminazione, come stabilito dalla Prima Corte d’Assise di Trapani a maggio del 2014, è stata Cosa nostra che ha voluto fermare un giornalista che non aveva paura di fare i nomi e raccontare le connivenze tra mafia, politica e massoneria nella Trapani degli anni ’80. Per lunghi anni, attorno alle ragioni della sua morte, si sono percorsi scenari investigativi che escludevano la mafia.

False notizie, inchieste inesatte e depistaggi hanno rallentato l’accertamento della verità, raggiunta ben 25 anni  dopo l’assassinio.

Con questa serata prende il via la fitta programmazione delle giornate di premiazione del Premio Roberto Morrione 2017 che proseguiranno con un’ anteprima a Ferrara al Festival di Internazionale il 1° ottobre e continueranno a Torino dal 19 al 21 ottobre e avranno come filo conduttore il rapporto tra il giornalismo investigativo e le fake news.

 

Il Premio Morrione nasce nel 2011 per tenere vivi la memoria e l’impegno civile e professionale di Roberto Morrione, giornalista Rai, fondatore della rete allnews Rainews24 e di LiberaInformazione, osservatorio sull’informazione per la legalità e contro le mafie.  Nato come sezione autonoma del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, alla cessazione di quest’ultimo, è organizzato in autonomia dall’Associazione Amici di Roberto Morrione con l’obiettivo di promuovere, sostenere e incentivare il giornalismo investigativo. Il Premio, giunto oggi alla sesta edizione, finanzia la realizzazione di progetti d’inchiesta (video e webdoc) di giovani under 31 su temi di cronaca nazionale e internazionale rilevanti per la vita politica, sociale o culturale dell’Italia.

 

Le giornate del Premio Morrione a Torino sono organizzate dall’associazione Amici di Roberto Morrione, dalla Rai con il finanziamento dell’8×1000 della Chiesa Valdese, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Fondazione Crt, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dell’USIGRai e in collaborazione con Articolo 21, Associazione Stampa Subalpina, Circolo dei Lettori, Il Journal, I Siciliani, LiberaInformazione, Libera Piemonte, Master giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Osservatorio di Pavia, Premio Città di Sasso Marconi, Rai Teche, Report, Scuola di Giornalismo Lelio Basso, Tavola della pace, UCSI. L’evento è patrocinato dalla Presidenza della Camera dei deputati e sono media partner: Rainews24, Radio 3 Rai, TGR, Internazionale, La Stampa, Riforma, Radio Beckwith, La Repubblica.

PER CONTATTI

ASSOCIAZIONE “AMICI DI ROBERTO MORRIONE”

Presidente: Giovanni Celsi

Segretario Generale: Francesco Cavalli

Portavoce: Mara Filippi +393687289244

 

Ufficio stampa e comunicazione: Antonella Graziani +393283861306
www.premiorobertomorrione.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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