Putin, prove di dialogo ma Trump si dia una calmata

Grazie, Ennio. Per semplicità e chiarezza, questo è ancora meglio di quello di ieri (nandocan)

***di Ennio Remondino, 13 aprile 2017 – Diplomazia spesso coincide con fantasia. I presidenti delle due maggiori potenze, prima quasi si insultano, litigano su tutto, poi, mantenendo tutti i punti di disaccordo, ci informano che comunque tra loro deve essere pace. Perché loro due assieme sono i padroni del mondo. E perché devono stabilizzare la Siria che non diventi un covo di terroristi, devono implementare gli accordi di Minsk sull’Ucraina che non vada a pezzi, devono denuclearizzare la Corea del Nord prima che qual giovane matto combini un guaio.

Quindi, caro Donald, datti una calmata, twitta di meno che qui si giocano i veri affari del mondo, è la sintesi del non detto.

In trasferta a Mosca il segretario di Stato americano Rex Tillerson è costretto a equilibrismi e giravolte la stella del circo. Una maratona: tre ore e 45 minuti di colloqui col ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov che è un maestro. Finito quella partita, dura e difficile, arriva il meglio.
Altre due ore di faccia a faccia non previste con il presidente russo Vladimir Putin. Contenuti del confronto non resi noti. Al termine si intravedono spiragli di dialogo, ma si confermano anche i motivi di scontro.

La ‘prova finestra’ sull’andamento reale di certi colloqui, sono in genere le dichiarazioni stampa conclusive.
Lavrov: «Le relazioni non sono idilliache. Ci sono una serie di questioni da risolvere. Ma le tante ore passate insieme non sono state vane. Ora ci capiamo meglio».
Tillerson: «I nostri rapporti sono a un livello basso di fiducia e due potenze nucleari non possono permetterselo».
Chiarito che non c’è stato fidanzamento, i terreni di convergenza già citasto per evitare guai meggiori: stabilizzare la Siria per non regalarla a Califfo, gli accordi di Misk per l’Ucraina a pezzi, denuclearizzare la Corea del Nord perchè il Kim è matto.

Dopo di che, i due padroni delegati dai padroni del mondo possono continuare a litigare tra loro.
Armi chimiche a Khan Sheikun: per Tillerson nessun dubbio che sia stato condotto dall’esercito siriano, “lo ha fatto in oltre 50 occasioni”.
Lavrov invece vuole una inchiesta: «Se l’Onu si oppone, vuol dire che non cerca la verità. Non ci sono prove, come non ci sono prove di cyberattacchi per influenzare le elezioni americane». Colpo di fioretto del maestro di scherma diplomatica.
Questo a Mosca mentre a New York per la seconda volta in pochi giorni la Russia mette il veto a una bozza di risoluzione sull’attacco chimico presentata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

Infine la questione Bashar al-Assad. Ancora presidente o non presidente?
Tillerson: «Non può esserci un ruolo per lui nel futuro della Siria».
Lavrov fa un ripasso per il collega dei più recenti esempi di rimozione esterna di un dittatore, da Saddam e Gheddafi, per concludere: «La Russia non punta su Assad né su nessun altro. Lo scopo non è liberarsi di un uomo, ma concordare come sarà il futuro Stato siriano.
Partita Nord Corea, il gioco iniziato da Trump comporta rischi per tutti.
E Kim Jong-un è un personaggio ancora più misterioso e imprevedibile del siriano Assad.
Inoltre lui ha l’atomica, Assad no.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti