Il giornalismo d’inchiesta, il Premio Morrione e la Rai

*** di Andrea Melodia, 5 marzo 201* – Tra le tante cause della crisi della professione giornalistica un ruolo particolare va riservato alla difficoltà estrema e ormai globalmente diffusa che si incontra nel realizzare inchieste in modo libero e efficiente…
Non sono solo i pericoli oggettivi – dalla possibile offesa diretta, nelle varie forme di gravità, fino alla minaccia economica sotto forma di querela temeraria – che giornalisti e giornali temono: ancora più diffusi sono le carenze di risorse, di tempo, di volontà, e anche di competenze: tutti strumenti indispensabili per fare bene quella parte del mestiere, tra le più nobili, che consente di contribuire al bene comune, di opporsi ai crimini sociali, di essere davvero il “cane da guardia” della democrazia.
Giunto alla sesta edizione, il premio intitolato a Roberto Morrione – un collega RAI, scomparso prematuramente, che ai giovani e all’inchiesta dedicò grande attenzione – si propone di incentivare questa attività giornalistica premiando i migliori progetti, video o webdoc, di giornalisti under 31 anni. I temi sono quelli della cronaca nazionale e internazionale, rilevanti per la vita politica, sociale o culturale dell’Italia: attività delle mafie e delle organizzazioni criminali, traffici illegali (rifiuti tossici, armi, esseri umani, droghe, ecc.), attività di corruzione e intimidazione, attività di organizzazioni segrete o clandestine con progetti eversivi o terroristici, nonché ogni tipo di violazione dei diritti umani.
A ciascun progetto viene affiancato un tutor esperto, e gli si garantisce la necessaria assistenza tecnica e legale, un finanziamento di 4.000 euro, l’accesso ad un premio finale per ogni categoria di ulteriori 2.000 euro, la messa in onda su RAINews24 e online sul sito, per il webdoc; più la possibilità di partecipare a festival e incontri in Italia e all’estero.
Per fortuna la RAI dedica all’iniziativa la necessaria attenzione, visto che presidente e direttore generale sono apparsi di persona alla presentazione degli ultimi quattro progetti selezionati, sui quali non si è saputo molto – per la necessaria riservatezza e tutela preventiva – salvo nomi e volti dei proponenti, quest’anno tutte ragazze, e i temi generali: l’inquinamento del Po, l’HIV, la malattia mentale, e la ‘ndrangheta.
Il giornalismo d’inchiesta è una vera attività di servizio pubblico, al quale la RAI potrà dare sempre maggiore attenzione nella misura in cui saprà rafforzare i caratteri e le specificità di questo genere a scapito della dipendenza di reti e testate autonome dal mero risultato di ascolto, non commisurato alla qualità e dignità professionale.
Il premio ha il Patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati. È organizzato dall’Associazione Amici di Roberto Morrione e dalla RAI; è realizzato con il sostegno dell’otto per mille della Chiesa Valdese, della FNSI, della UsigRAI. RAINews24, RAI Radio3, TGR e il settimanale Internazionale sono media partner. Il premio è realizzato in collaborazione con Articolo21, RAITeche, UCSI, Il Journal, I Siciliani, Report, Scuola di giornalismo Lelio Basso, Premio Città di Sasso Marconi, Tavola della Pace, Libera Informazione, Osservatorio di Pavia.

*da Libera Informazione

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti