La proposta di Costituzione siriana della Russia

**di Ennio Remondino, 1 febbraio 2017 *- La settimana scorsa, durante i negoziati di pace nella Capitale kazaka, un progetto di costituzione per la Siria, preparato dagli esperti russi, è stato presentato in gran segreto all’opposizione siriana. Sputnik, agenzia di stampa russa, ha ottenuto il testo integrale e oggi lo rivela. Spunto molto interessante su cui aprire il confronto.Dunque, ad Astana è accaduto molto di più, sulla strada della pace in Siria, di quanto hanno sino ad oggi voluto raccontarci. Governo siriano di Assad con i 15 gruppi di opposizione non considerati terroristi, e con la mediazione di Russia e Turchia e Iran a fare da garanti. Tutto in preparazione e in attesa dell’ufficialità Onu di Ginevra, l’8 febbraio, con la presenza degli Stati Uniti a guida Trump.

Ma intanto Mosca, zitta zitta per non muovere acque e suscitare sospetto o invidie è andata molto oltre.

Siria non solo araba
E si comincia subito puntando in alto.
Il progetto di costituzione rimuove la parola “arabo” dal nome ufficiale del Paese.
«La Repubblica Siriana è uno stato indipendente e sovrano, basato sui principi della regola del popolo, dal popolo e per il popolo, dello stato di diritto, della solidarietà sociale, del rispetto per diritti, libertà e uguaglianza, dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro eventuali differenze e privilegi. I nomi Repubblica Siriana e Siria sono eguali».
Per le minorane interne sia curde sia cristiane o di altre origini non è premessa da poco, utile a frenare alcune spinte separatiste.

Religioni e lingue
Il progetto di costituzione prevede che la Siria rispetti tutte le religioni e suggerisce l’uguaglianza di tutte le organizzazioni religiose davanti alla legge. Che è un bel salto rispetto alla decapitazione degli infedeli praticata da Isis.
Secondo il documento, l’arabo è la lingua ufficiale della Repubblica Siriana, mentre «le agenzie governative e organizzazioni curde hanno la libertà di utilizzare arabo e curdo in maniera eguale». «Ogni regione deve avere il diritto di utilizzare la lingua propria della sua maggioranza oltre alla lingua ufficiale, come regolato dalla legge».
Altra concessione ad un federalismo interno ad uno Stato unitario.

Pluralismo e minoranze
«Il sistema politico dello Stato della Siria si basa sul principio di pluralismo politico e sulla possibilità di esercitare il potere democraticamente a scrutinio segreto».
«Deve essere riconosciuta la diversità ideologica, nessuna ideologia deve essere proclamata ideologia di Stato o obbligatoria».
«Lo Stato siriano deve garantire la sicurezza e proteggere i diritti e le libertà delle minoranze nazionali e religiose».
Altro messaggio alle diverse componenti religiose musulmane, in un Paese dove esiste una maggioranza di fede sunnita governata attualmente da Assad, esponente della comunità alawita sciita.

Terrorismo e frantumazioni
«La Siria depreca il terrorismo in tutte le sue forme e garantisce la tutela dei territori e della popolazione contro le minacce terroristiche».
«La Siria denuncia la guerra come violazione di sovranità di Paesi altri e come mezzo per risolvere conflitti internazionali. All’esercito siriano è vietato eseguire attività al di fuori del potere dello Stato»
«Il territorio della Siria è indivisibile, inviolabile e integrale mentre i confini dello Stato possono essere modificati solo a seguito di un referendum indetto tra tutti i cittadini siriani».
Rassicurazione alla Turchia che non le crescerà un altro stato curdo ai confini, e messaggio a curdi stessi per regolare le loro aspettative.

Potere legislativo
Assemblea del popolo e Assemblea costituente.
«I membri dell’Assemblea del Popolo saranno eletti dal popolo, in modo segreto e diretto, a parità di voto». Voto a 18 anni.
All’Assemblea del Popolo competono: «l’approvazione di leggi; la richiesta di elezioni presidenziali; l’esecuzione del voto di sfiducia al governo; la ratifica di accordi internazionali; l’approvazione di trattati e accordi internazionali, la concessione di privilegi a società estere; l’approvazione generale di amnistie e la decisione del termine di mandato di un membro dell’Assemblea».
Versione costituzionale classica da democrazia occidentale.

Il Potere Esecutivo
«Il Presidente della Repubblica siriana è il garante dell’indipendenza, dell’unità e dell’integrità territoriale del Paese». Il Presidente è eletto per sette anni. Ma il passaggio chiave è dopo.
«Al Presidente della Siria non è consentito ricoprire la carica per più di due mandati consecutivi».
Quindi, ultimo mandato possibile per Assad. Grande operazione di cesello politico diplomatico questa bozza di costituzione che certo non è arrivata senza un minimo confronto con la parte governativa di Damasco.
«Il Presidente Siriano è anche il Comandante in Capo delle Forze Armate».
«Il Presidente della Repubblica può essere rimosso dal suo incarico da parte dell’Assemblea Costituente, solo dopo che l’Assemblea del Popolo abbia fornito contro di lui l’accusa di alto tradimento o di un altro crimine grave».

Il resto sono dettagli.
Non sembrerebbe davvero male se gran parte di ciò diventasse realtà.

*da RemoContro, il grassetto è di nandocan

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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